Cuoco italiano licenziato in Francia: le motivazioni fanno discutere

Il caso del cuoco italiano licenziato in Francia per la cottura della pasta sta diventando virale: ecco i fatti e le polemiche che ne sono scaturite.

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Il caso del cuoco italiano licenziato in Francia per la cottura della pasta sta diventando virale: ecco i fatti e le polemiche che ne sono scaturite.

Licenziato in tronco per aver cucinato una pasta troppo al dente. La disavventura di un cuoco italiano in Francia finisce sui Social e fa partire la polemica. Protagonista della vicenda, suo malgrado, è Maurizio Landi, chef bolognese. Questa brevemente la sua storia professionale: dopo 15 anni di gestione di una trattoria di cucina tipica in centro a Bologna chiude per problemi economici e si trasferisce all’estero per trovare lavoro. Fin qui nulla di strano: anzi la sua professione sicuramente si presta bene alla offerta di lavoro all’estero. Inizia a lavorare in Francia, nella cucina di un bistro di Lione, ma qui non termina il quarto mese di prova: licenziato perché la pasta che cucinava era, a detta dei clienti, troppo al dente. Inutili le spiegazioni del cuoco italiano licenziato che ha cercato invano di far capire che in Italia la pasta si mangia al dente e non stracotta. All’estero piace ben cotta e in effetti la sua carbonara è stata lasciata nel piatto dai clienti del ristorante insoddisfatti.

Un caso singolare che rievoca un’eterna lotta per la cucina tra Francia e Italia ma che fa discutere perché la decisione del licenziamento è arrivata su un piatto, la pasta, che di certo rappresenta l’eccellenza gastronomica italiana e non francese. Landi racconta che anche quando gestiva l’osteria a Bologna alcuni stranieri, francesi inclusi, avevano avuto da ridire sulla cottura della pasta, giudicata addirittura “cruda”. Ora viene da chiedersi: è il cuoco italiano che in questi casi deve adattarsi al gusto dei clienti stranieri, soprattutto quando va a lavorare all’estero (un po’ come fanno i pizzaioli che “accettano” di mettere l’ananas sulla pizza) oppure sono questi ultimi che dovrebbero imparare ad apprezzare la cucina italiana e a non pretendere di mangiare francese in un ristorante italiano? La storia di Landi per fortuna è finita bene: essendo un buon cuoco non ha impiegato molto tempo a trovare un altro lavoro, questa volta mettendo le mani avanti e chiarendo da subito che sulla cottura della pasta non sarebbe sceso a compromessi.

Intanto, però, il suo sfogo sui Social ha fatto eco rimbalzando oltre le Alpi fino ad arrivare nella sua patria dove molti connazionali si sono schierati in sua difesa. Voi che ne pensate?

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