Cuneo fiscale: benefici anche per gli incapienti, esclusi i pensionati

Riduzione del cuneo fiscale anche per i soggetti incapienti. Fra i beneficiari, anche tutti i percettori di prestazioni a sostegno del reddito da parte dell’Inps.

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Riduzione del cuneo fiscale anche per i soggetti incapienti. Fra i beneficiari, anche tutti i percettori di prestazioni a sostegno del reddito da parte dell’Inps.

E’ scattata dal 1 luglio 2020 la riduzione del cuneo fiscale. Come previsto dal Dl numero 3 del 2020 (misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale), i beneficiari del vecchio bonus Renzi da 80 euro, godranno di un ulteriore beneficio economico.

A spiegarlo è l’Inps nella circolare numero 96 del 21 agosto 2020 con la quale si precisa che l’importo sale da 80 a 100 euro mensili per i lavoratori dipendenti con un certo livello di reddito. La prestazione è riconosciuta anche ai titolari di prestazioni erogate dall’Inps sulle quali l’istituto agisce come sostituto d’imposta. Come, i cassintegrati, i disoccupati percettori di Naspi, i lavoratori in malattia o maternità. Restano escluse dal taglio del cuneo fiscale le pensioni. Il trattamento integrativo per un importo mensile di 100 euro vale 600 euro dal 1 luglio al 31 dicembre 2020 e 1.200 euro dal 2021 in poi fino a redditi annui di 28.000 euro. Al di sopra di tale soglia, l’integrazione decresce fino ad azzerarsi a 40.000 euro.

Cuneo fiscale: soggetti incapienti

Una delle novità più importanti sul taglio del cuneo fiscale riguarda anche la salvaguardia dei soggetti incapienti. Il decreto legge ha previsto che il credito di 80 euro spettante fino al 30 giugno 2020 e il successivo trattamento integrativo di 100 euro, spettante a decorrere dal 1° luglio 2020, siano riconosciuti in favore dei beneficiari anche nel caso in cui gli stessi risultino incapienti per effetto del minor reddito di lavoro dipendente prodotto nel 2020 a causa delle conseguenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. In buona sostanza si tratta di tutti coloro che hanno un reddito di lavoro dipendente o assimilato non superiore a 8.174 euro lordi e che erano esclusi dalla precedente normativa. Da quest’anno anche loro beneficeranno del bonus.

Trattamenti esclusi

Come spiegato dalla circolare Inps, restano esclusi dal taglio del cuneo fiscale i trattamenti pensionistici. Oltre alle prestazioni a sostegno del reddito soggette a tassazione separata (TFR erogato dal Fondo di Garanzia,TFR esattoriali); il pagamento anticipato dell’indennità Naspi; le indennità economiche che non costituiscono sostituzione del reddito da lavoro dipendente (come ad esempio l’indennità di maternità per le lavoratrici autonome e l’indennità di malattia e di maternità per gli iscritti alla gestione separata dell’Inps in qualità di liberi professionisti titolari di partita iva); e tutte le prestazioni a sostegno del reddito esenti dal prelievo fiscale (come ad esempio il reddito di cittadinanza, gli assegni familiari, l’assegno di maternità erogato dai comuni, le indennità covid-19, bonus bebè, eccetera).

Trattamenti inclusi

Sono inclusi nel trattamento di integrazione ai fini della riduzione del cuneo fiscale le seguenti prestazioni a sostegno del reddito:

 

  • l’indennità di disoccupazione Naspi;
  • l’indennità di disoccupazione Dis-Coll;
  • i trattamenti disoccupazione agricola (DS AGRI);
  • gli assegni integrativi di misura della Naspi previsti da alcuni Fondi di Solidarietà;
  • l’assegno integrativo della durata della Naspi e della mobilità ordinaria previsto dal Fondo del Trasporto Aereo;
  • l’assegno emergenziale previsto dal Fondo del Credito e dal Fondo del Credito Cooperativo;
  • crediti da lavoro di cui agli articoli 1 e 2 del D.lgs n. 80/1992 (c.d. ultime tre mensilità) pagati a carico del Fondo di Garanzia;
  • indennità di maternità per congedo obbligatorio;
  • congedo obbligatorio del padre;
  • assegno per le attività socialmente utili;
  • indennità di tirocinio;
  • Aspl, MiniAspl, mobilità ordinaria, disoccupazione edilizia.

 

Rientrano fra i benefici anche tutti quei trattamenti per i quali, non essendo nota la durata, non è possibile determinare un reddito previsionale, e cioè:

 

  • tutte le tipologie di integrazione salariale;
  • l’assegno di ricollocazione per i titolari di CIGS (c.d. “bonus Rioccupazione”);
  • la malattia;
  • le indennità per inabilità temporanea assoluta dei lavoratori assicurati ex IPSEMA;
  • il congedo parentale;
  • il congedo facoltativo del padre;
  • le indennità antitubercolari TBC;
  • i permessi riconosciuti dalla legge n.
    104/1992;
  • le prestazioni di congedo straordinario.

 

Vedi anche: Taglio cuneo fiscale, dal 1 luglio 2020 busta paga più pesante

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