'Crisi trasporto aereo, chiesti ammortizzatori sociali e detassazione biglietti -

Crisi trasporto aereo, chiesti ammortizzatori sociali e detassazione biglietti

Trasporto aereo al collasso per psicosi coronavirus. I sindacati chiedono interventi per tutelare l’occupazione e detassazione dei biglietti aerei, gravati da troppe imposte.

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Trasporto aereo al collasso per psicosi coronavirus. I sindacati chiedono interventi per tutelare l’occupazione e detassazione dei biglietti aerei, gravati da troppe imposte.

Il settore del trasporto aereo sta implodendo. Gli effetti del coronavirus, ma soprattutto la psicosi generalizzata che i media stanno alimentando all’estero, stanno mettendo in ginocchio il turismo in Italia. Gli effetti sono devastanti e già si stima un calo di 31 milioni di turisti nel 2020 per 7 miliardi di euro.

Cartina tornasole di questo stato allarmante di disagio è il settore del trasporto aereo, già in difficoltà da mesi e ora ancor più sotto pressione con mezzi che viaggiano praticamente vuoti e Alitalia che non riesce a contenere i costi delle tratte da assicurare a livello nazionale. Non si vendono più biglietti e nemmeno gli sconti aiutano la ripresa.

Trasporto aereo: Uilt; settore sta implodendo

E’ necessario che il governo intervenga a sostegno del trasporto aereo con misure fiscali atte a non farlo collassare. Servono misure straordinarie sia per assicurare la continuità aziendale dei vettori, sia per tutelare il personale. “Già in condizioni estremamente critiche, l’immagine diffusa in tutto il mondo dell’Italia per il Covid 2019, ha accelerato violentemente il crollo del traffico aereo nel nostro Paese. Una vera e propria tempesta perfetta che ha trovato forza nell’abbandono in cui questo settore tanto strategico riversa per l’indifferenza politica, nonostante i nostri continui appelli e richieste di intervento“. Lo dichiarano il segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il segretario nazionale, Ivan Viglietti, della Uiltrasporti, aggiungendo che “Alitalia, Air Italy, Ernest Airlines sono i vettori italiani in stato crisi, ma purtroppo per l’aggravarsi della situazione temiamo che in tempi rapidissimi altre imprese del settore conclamino il medesimo stato sia tra i vettori che tra le altre imprese che operano nel settore“.

Ammortizzatori sociali straordinari

Per l’emergenza -continuano- occorrono subito ammortizzatori sociali straordinari non espulsivi con rifinanziamento immediato del Fondo di solidarietà del settore; sostegni alle imprese che si renderanno disponibili a mantenere integra l’occupazione attraverso provvedimenti ad hoc quali ad esempio sgravi fiscali e detassazione di biglietti e carburante; agevolazioni straordinarie di accesso al credito per le imprese del settore che investano. Contemporaneamente, per garantire la sopravvivenza di un settore di valenza strategica economica e geopolitica, è necessario ristrutturare il settore, varando una riforma che preveda norme che regolino la concorrenza tra imprese, che oggi penalizza pesantemente quelle italiane, l’eliminazione del dumping contrattuale e salariale, e investimenti diretti dello Stato nelle imprese strategiche in stato di crisi“.

Detassazione dei biglietti aerei

Sui biglietti aerei gravano oggi troppe imposte. Molti non lo sanno, ma le tasse aeroportuali incidono per circa il 40% del prezzo finale del biglietto aereo. Quando si acquista un ticket di viaggio aereo, infatti, che si tratti di un volo domestico o internazionale, si paga una somma finale ben definita, ma questa è composta da innumerevoli imposte che variano in base al tipo di volo aereo, alla destinazione e al periodo dell’anno in cui si viaggia. Un groviglio di balzelli che alla fine fa lievitare il costo del biglietto a dismisura rispetto a quelli che sono i soli costi di viaggio applicati dal vettore. “Per troppo tempo la politica è stata sorda, e ora l’emergenza Covid2019 ha accelerato vertiginosamente lo stato di crisi del sistema nazionale del trasporto aereo. Per questo il 2 aprile tutto il settore di fermerà per 24 ore, perché non è rimasta altra strada che la mobilitazione“, osservano i sindacalisti.

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