Criptovalute, Tasse e Implicazioni Fiscali, come si stanno muovendo i vari Stati?

Criptovalute: Taxing Virtual Currencies è la prima analisi completa degli approcci e delle lacune politiche tra i principali tipi di tasse (reddito, consumo e tasse sulla proprietà) per un gruppo così ampio di paesi.

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Tasse Criptovalute

Le criptovalute sono in rapido sviluppo. I responsabili delle politiche fiscali sono ancora in una fase iniziale per valutare le loro implicazioni.

I leader del G20 e i ministri delle finanze hanno chiamato le organizzazioni internazionali per analizzare i rischi posti dalle criptovalute. Finora, le implicazioni in materia di politica fiscale e di evasione sono state in gran parte inesplorate, sebbene costituiscano un aspetto importante del quadro normativo generale.

l’Ocse, allo scopo di coinvolgere e dare supporto a tutta la comunità internazionale, di recente, ha pubblicato il rapporto “Taxing Virtual Currencies”. Del resto, si legge sullo stesso documento, sono pochi gli approcci coordinati dei vari Paesi.

Taxing Virtual Currencies

Preparato con la partecipazione di oltre 50 giurisdizioni, Taxing Virtual Currencies è la prima analisi completa degli approcci e delle lacune politiche tra i principali tipi di tasse (reddito, consumo e tasse sulla proprietà) per un gruppo così ampio di paesi.

La relazione considera anche le implicazioni fiscali di una serie di questioni emergenti.

Questo rapporto fornisce approfondimenti e una serie di considerazioni per aiutare i responsabili politici che desiderano migliorare i propri quadri di politica fiscale per le valute virtuali.

Investire in valute virtuali, è la premessa degli autori del volume, genera valore e rappresenta una base imponibile potenzialmente rilevante che dovrebbe essere presa in considerazione da tutti gli Stati.

Tassazione delle Criptovalute, come si stanno muovendo i vari Stati?

La maggior parte degli Stati, si legge nel documento, considera le valute digitali come beni immateriali.

I redditi che ne possono derivare, dunque, sono tassati come plusvalenze oppure redditi di capitale.

Per alcuni Paesi, invece, è valida la distinzione tra attività professionali o di impresa e attività occasionali.

Questo implica che, nel primo caso i ricavi sono tassati come reddito, mentre nel secondo caso sono tassati come plusvalenze.

Inoltre, alcuni Stati esentano gli scambi tra diversi tipi di valuta virtuale; pochi altri non considera imponibili le transazioni in moneta virtuale.

Dal punto di vista delle imposte indirette la totalità degli Stati considera le attività coinvolgenti le valute virtuali come esenti o non imponibili.

In Europa, già nel 2015 la Corte di Giustizia aveva chiarito che gli scambi di bitcoin sono esenti ai sensi della Direttiva Iva.

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