Credito imposta ricerca e sviluppo compensazione: novità Agenzia Entrate

Ultime precisazioni in merito al calcolo del credito, alla misura da utilizzare in compensazione nonché al regime fiscale che risulta irrilevante

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Ultime  precisazioni in merito al calcolo del credito, alla misura da utilizzare in compensazione nonché al regime fiscale che risulta irrilevante

PROGETTI RICERCA E SVILUPPO: UTILIZZO DEL CREDITO D’IMPOSTA

La circolare n. 51/E Agenzia delle Entrate del 28.11.2011 analizza il credito di imposta per la ricerca e sviluppo. Mentre nella prima parte si è stabilito che per calcolare la misura del credito occorre prima definire la media degli investimenti in ricerca effettuati negli anni 2008/2009/2010 e in un secondo momento occorre procedere al raffronto con quelli realizzati in ognuno dei periodi agevolabili, in questa II parte è questo l’oggetto principale, insieme all’individuazione delle modalità e dei tempi di utilizzo del credito per progetti di ricerca e sviluppo.
Nel suo documento, l’Agenzia chiarisce che nel calcolo debbano essere ricompresi gli investimenti che appartengono alla stessa tipologia di quelli indicati come agevolabili, ossia gli investimenti che riguardano progetti di ricerca affidati a Università ed enti pubblici di ricerca. Per individuare gli investimenti dei periodi di imposta precedenti, e quindi allo scopo di effettuare il raffronto, gli stessi valgono gli stessi parametri adottati per individuare gli investimenti ammessi all’agevolazione.

 

COME SI DETERMINA LA MEDIA DEGLI INVESTIMENTI PRECEDENTI

In questo caso, la  circolare n. 51/E presenta altri criteri da seguire ai fini della precisa determinazione della media di questi investimenti precedenti. Questi criteri prevedono da una parte che il computo si effettui su tre annualità, anche se in uno o più di questi tre anni, l’importo degli investimenti è pari a zero. Dall’altra per le imprese recentemente divenute start up, e che di conseguenza non hanno potuto maturare quei tre anni per il calcolo, la stessa media viene computata sul minor periodo che decorre dall’esercizio di costituzione.

 

NORMA ANTI ELUSIVA

Nella stessa circolare, l’Amministrazione finanziaria chiarisce inoltre come al fine specifico di evitare condotte elusive, le imprese  che vengano a costituirsi dopo che entra in vigore il Dl 78/10, il Decreto sviluppo, resta intatto il potere da parte delle Entrate di sindacare e verificare, ai sensi dell’articolo 37-bis del Dpr 600/1973, se la costituzione sia stata realizzata al solo scopo di ridurre o addirittura azzerare la media di riferimento, ottenendo così un vantaggio fiscale superiore da considerarsi indebito.

CREDITO IMPOSTA RICERCA E SVILUPPO UTILIZZO  

Credito d’imposta F24 – Il credito di imposta che viene a prodursi per ogni periodo di imposta, può essere usato solo mediante compensazione con il modello F24. Il credito in questione va ripartito in tre quote annuali di pari importo e si può usare già dalla data seguente alla realizzazione dell’investimento.

E’ fatto però espresso divieto di usare in compensazione il credito per specifici versamenti come quelli dei contributi previdenziali dovuti da titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate da enti previdenziali, ovvero quelli dovuti dai datori di lavoro e dai committenti di prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa.

Tra gli adempimenti richiesti, occorre solo indicare  l’importo che spetta nell’apposito quadro RU nel modello di dichiarazione dei redditi relativi al periodi di imposta in cui è maturato il credito di imposta. Occorre però indicare in forma obbligatoria l’importo del credito anche nel modello di dichiarazione inerente al periodo di imposta, in cui lo stesso viene usato in compensazione.
Risulta in particolare che per gli investimenti realizzati nell’anno in corso, il 2011, il credito di imposta può essere usato nel triennio 2011/2012/2013 per un importo pari a 1/3. Quelli invece che andranno ad essere realizzati nel prossimo anno, il 2012, il credito relativo può essere usato nella misura di 1/3.

Non sussiste inoltre per questo credito di imposta, il limite annuale di utilizzo di 250 mila euro, limite che è stato introdotto dalla legge 244/2007, all’articolo 1, comma 53. 

Si precisa da ultimo inoltre che la quota del credito che può essere usato in ogni anno, si configura come un limite massimo di utilizzo del credito. Nel senso che se non viene usato, in tutto o in parte, l’importo del credito, l’ammontare può essere riportato in avanti e utilizzato nei esercizi successivi.

 
REGIME FISCALE CREDITO IMPOSTA: IRRILEVANTE

Dulcis in fundo, nel documento di prassi, l’Agenzia specifica come tale credito dal punto di vista fiscale non ha alcun tipo di rilevanza. Anzi specificano sempre le Entrate esso non concorre né a formare il reddito, né a formare il valore della produzione netta, ai fini dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive. Il credito di imposta non concorre neanche ai fini della determinazione della quota di interessi passivi, quota che possa essere dedotta dal reddito d’impresa. Niente determinazione neanche ai fini della determinazione della quota di spese e di altri componenti negativi, che siano diversi dagli interessi passivi. Rimangono esclusi gli oneri fiscali, contributivi e di utilità sociale, che invece sono deducibili dal reddito d’impresa, così come stabilito dall’articolo 109, comma 5, del Testo Unico dell’Imposta dei Redditi, il TUIR.

 

LA PRIMA PARTE DELLA MINIGUIDA DEDICATA AL CREDITO D’IMPOSTA:

Credito imposta ricerca e sviluppo 2011: chiarimenti Agenzia delle Entrate

 

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Argomenti: Aziende e Società

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