Credito d’imposta sanificazione: si va verso il click day

Il beneficio riconosciuto a fronte delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione dei luoghi di lavoro è legato alla disponibilità massima delle risorse stanziate dal governo

di , pubblicato il
Il beneficio riconosciuto a fronte delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione dei luoghi di lavoro è legato alla disponibilità massima delle risorse stanziate dal governo

Si resta in attesa del decreto MISE, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze che definirà i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta riconosciuto a fronte delle spese di sanificazione degli ambienti di lavoro, istituito con l’art. 64 del D.L. n. 18 del 2020 (c.d. decreto Cura Italia). Il beneficio rientra tra le misure volte a contenere il propagarsi del contagio dal Covid-19. Nel dettaglio possono accedervi esercenti attività d’impresa, arte o professione, che nel periodo d‘imposta 2020 sostengono o hanno sostenuto spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro. L’agevolazione è pari al 50% dell’onere ed è previsto un limite massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario. Ciò sta significando che se ad esempio l’impresa ha diversi punti vendita o diversi stabilimenti, il limite massimo di credito spettante non è da intendersi per singolo punto vendita o stabilimento. Se, quindi, l’impresa ha 5 stabilimenti per sanificare i quali spende 10.000 per ciascuno di essi (per complessivi 50.000 euro) il credito massimo spettante in capo all’impresa medesima è di 20.000 euro (il 50% di 50.000 euro è maggiore del limite massimo previsto).

Le risorse disponibili

Anche se la norma istitutiva non lo specifica, è plausibile ritenere che il decreto del MISE di cui si attende emanazione, indicherà quale modalità di utilizzo, come per la generalità di crediti d’imposta, la compensazione in F24 (l’Agenzia delle Entrate dovrà poi istituire il relativo codice tributo). Ma una considerazione fondamentale da farsi è legata al fatto che lo stesso art. 64 del decreto Cura Italia, al comma 3, stabilisce che gli oneri della norma sono quantificati in 50 milioni di euro per l’anno 2020 e che ad essi si provvede mediante le norme generali di copertura di cui all’articolo 126 di cui al medesimo decreto. Il legislatore, dunque, ha fissato il limite massimo di risorse finanziare destinate alla copertura del beneficio in esame. Ciò sta significando che il credito sarà riconosciuto alle imprese fino ad esaurimento delle stesse. La domanda, dunque, in questo caso viene da sè: sarà previsto un click day?

La risposta tenderebbe all’affermativo, ma la speranza è che le risorse stanziate riescano a coprire il credito per tutte le imprese che hanno sostenuto spese per sanificare i propri ambienti di lavoro, altrimenti si rischia di aggravare una situazione “economica” già compromessa a fronte dei diversi provvedimenti di chiusura predisposti e delle altre restrizioni finora fissate dai vari DPCM.

Attendiamo, in ogni caso, il decreto MISE che dovrebbe arrivare entro il 16 aprile, pima di dare certezza alle osservazioni avanzate.

Argomenti: ,