Credito d’imposta ricerca e sviluppo: come calcolare il bonus

La circolare dell'Agenzia delle Entrare 5/E ha fornito chiarimenti su come effettuare il calcolo del bonus e come portarlo in compensazione nel modello F 24.

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La circolare dell'Agenzia delle Entrare 5/E ha fornito chiarimenti su come effettuare il calcolo del bonus e come portarlo in compensazione nel modello F 24.

Credito d’imposta come calcolare il bonus: con la circolare 5/E del 16 marzo 2016, l’Agenzia delle Entrate ha fornito numerosi chiarimenti in merito alle modalità operative per la determinazione del credito d’imposta per ricerca e sviluppo.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del:

  • 50% della spesa incrementale relativa al personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo (di cui alla lettera a, comma 1, articolo 4 del decreto attuativo) e alla ricerca extra muros (di cui alla lettera c, comma 1, articolo 4 del decreto attuativo);
  • 5% della spesa incrementale delle quote di ammortamento degli strumenti e attrezzature (di cui alla lettera b, articolo 4 del decreto attuativo) nonché di quella relativa a competenze tecniche (di cui alla lettera d, articolo 4 del decreto attuativo).

Il credito d’imposta spetta nell’importo massimo annuale di 5 milioni euro per impresa, a condizione che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo per ogni periodo d’imposta per cui si intende fruire del beneficio ammonti a 30.000 euro. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5/E ha specificato che non è necessario effettuare investimenti di importo pari almeno a 30.000 euro in tutti i periodi di imposta (2015-2019) è sufficiente che tale soglia sia raggiunta nel singolo periodo di imposta in relazione al quale l’impresa ha intenzione di beneficiare dell’agevolazione. [tweet_box design=”box_09″ float=”none”]Credito d’imposta ricerca e sviluppo: come calcolare il bonus[/tweet_box]

Credito d’imposta ricerca e sviluppo e spesa incrementale complessiva

Per aver diritto al bonus, occorre verificare che la spesa complessiva per investimenti in attività di ricerca e sviluppo, effettuata in ciascun periodo di imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione, risulti un incremento rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. La circolare, indica che ai fini del calcolo del credito d’imposta spettante è necessario determinare “la spesa incrementale agevolabile” separatamente per ciascun gruppo di spese, confrontando l’ammontare dei costi di cui alle lettere a) e c) e l’ammontare dei costi di cui alle lettere b) e d) del comma 1 dell’articolo 4 del decreto attuativo sostenuti nel periodo di imposta per il quale si intende fruire dell’agevolazione con la media annuale riferita ai rispettivi medesimi costi sostenuti nei tre periodi di imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Qualora entrambe le tipologie di spesa dovessero evidenziare un incremento, il credito d’imposta spettante sarà determinato applicando a ciascun incremento l’aliquota del credito d’imposta prevista per il relativo gruppo di spese:  50% o 25%. Nel caso, invece, l’incremento si verifichi solo per una categoria, il credito d’imposta dovrà essere calcolato applicando l’aliquota, prevista per quel gruppo che ha evidenziato l’incremento, sull’ammontare della spesa incrementale complessiva.

Credito d’imposta ricerca e sviluppo: Codice tributo per compensare il bonus

Compensare il bonus del credito d’imposta, tramite il modello F24. L’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 97/E del 25 novembre 2015 ha istituito il codice tributo “6857” denominato “Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, D.L. 23 dicembre 2013, n. 145”. In sede di compilazione del modello di versamento F24, il suddetto codice tributo è esposto nella sezione “Erario” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a credito compensati”, ovvero, nei casi in cui il contribuente debba procedere al riversamento dell’agevolazione, nella colonna “importi a debito versati”. Il campo “anno di riferimento” è valorizzato con l’anno di sostenimento della spesa, nel formato “AAAA”. Leggi anche: Credito d’imposta per le imprese che investono al Sud  

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