Crediti 730: se il datore di lavoro non li rimborsa si recuperano nel modello Redditi

Coloro che lo scorso anno non hanno ricevuto dal proprio datore di lavoro i rimborsi risultanti dal 730 possono inserire tali crediti nel modello Redditi in scadenza il prossimo 30 novembre.

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Coloro che lo scorso anno non hanno ricevuto dal proprio datore di lavoro i rimborsi risultanti dal 730 possono inserire tali crediti nel modello Redditi in scadenza il prossimo 30 novembre.

Se il lavoratore nel 2019 non ha ricevuto il rimborso dei crediti da 730 che gli spettavano, può indicarli nel modello Redditi entro il prossimo 30 novembre.

 

I crediti possono essere portati in diminuzione dell’imposta dovuta sulla base dello stessa dichiarazione.

 

Il credito spettante va indicato al rigo RN 36 colonna 2 per il credito IRPEF ed è indicato al punto 64 della Certificazione Unica.

I conguagli da 730

La tempistica e le modalità di effettuazione dei conguagli, in busta paga, sono regolate dall’art.19 del D.M. 164/1999.

 

Difatti i conguagli possono essere a credito o a debito.

 

Sono a credito quanto nel corso dell’anno il contribuente ha versato già di quanto effettivamente dovuto a saldo, a debito in caso contrario.

 

Detto cio:

 

  • le somme risultanti a debito dal prospetto di liquidazione del 730 sono trattenute sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il predetto prospetto di liquidazione;
  • le somme risultanti a credito sono rimborsate mediante una corrispondente riduzione delle ritenute dovute dal dichiarante sulla prima retribuzione utile e comunque sulla retribuzione di competenza del mese successivo a quello in cui il sostituto ha ricevuto il prospetto di liquidazione.

 

Ad esempio, ipotizzando un conguaglio credito per il quale il datore di lavoro ha ricevuto il 730/4 nel mese di settembre, l’effettuazione del rimborso avverrà nella busta paga di ottobre.

 

Le tempistiche appena individuate potrebbero non essere rispettate causa attivazione dei c.d. controlli preventivi sul 730 da parte del Fisco.

I rimborsi da 730: casi particolari

Prima dell’effettuazione dei conguagli possono venirsi a verificare della situazioni particolare che possono rallentare o bloccare il loro perfezionamento.

 

Ci riferiamo in particolare:

 

  • alla cessazione del rapporto di lavoro;
  • decesso del contribuente;
  • ad eventi eccezionali.

 

Ad esempio in caso di cessazione del rapporto di lavoro e conguaglio a debito:

 

  • se prima dell’effettuazione o del completamento delle operazioni di conguaglio è intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro il datore di lavoro non effettua i conguagli a debito e
  • comunica tempestivamente al lavoratore gli importi risultanti dalla dichiarazione, che lo stesso deve versare direttamente.

 

Al contrario, cessazione del rapporti di lavoro e conguaglio a credito: il datore di lavoro  è tenuto ad operare i rimborsi spettanti ai dipendenti cessati o privi di retribuzione, mediante una corrispondente riduzione delle ritenute. Difatti tale riduzione opera sui compensi corrisposti agli altri dipendenti.

 

Tali indicazioni operative sono state date dall’Agenzia delle entrate con la circolare n°14/2013.

Il decesso del contribuente

Sempre nella stessa circolare è stato affrontato il caso del decesso del contribuente e le conseguenze sull’effettuazione dei conguagli.

 

Ebbene, se il lavoratore è deceduto  prima dell’effettuazione o della conclusione di un conguaglio a debito il sostituto comunica agli eredi, utilizzando le voci del modello 730-3, l’ammontare delle somme o delle rate non ancora trattenute.

 

Somme che devono essere versate dagli eredi nei termini previsti dall’articolo 65 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600.

 

Ad ogni modo, gli eredi non sono tenuti al versamento degli acconti.

 

Nel caso di un conguaglio a credito, il sostituto d’imposta comunica agli eredi gli importi utilizzando le voci contenute nel prospetto di liquidazione, e provvede ad indicarli anche nell’apposita certificazione (CU).

 

Tale credito potrà essere recuperato nella successiva dichiarazione che gli eredi devono, o comunque possono, presentare per conto del contribuente deceduto.

 

Si ricorda che da quest’anno gli eredi possono presentare anche il 730 per denunciare i redditi del de cuius.

 

Fino allo scorso anno potevano ricorre solo al modello Redditi.

 

Attenzione, gli eredi, in alternativa all’inserimento del credito in dichiarazione, possono presentare istanza di rimborso all’Agenzia delle entrate, ex articolo 38 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602.

Credito da 730 non rimborsato dal datore di lavoro: inserimento nel modello Redditi

 

Analizzati i suddetti casi, può accadere che il lavoratore non riceva il rimborso dei crediti Irpef spettanti.

 

Ad esempio perché è intervenuta la cessazione del rapporto di lavoro o per insufficienza delle ritenute o per altre cause.

 

Non bisogna però preoccuparsi.

 

Infatti il credito risultante dal precedente 730 e non rimborsato può essere inserito nel modello Redditi o nel 730 successivo.

 

In tal modo il credito viene portato a diminuzione delle imposte dovute nello stesso modello Redditi.

 

Ad esempio il credito da 730/2019 potrà essere riportato nel modello Redditi 2020 che si presenta entro il prossimo 30 novembre.

 

L’importo spettante da indicare al rigo rn36 colonna 2 per il credito IRPEF è indicato al punto 64 della Certificazione Unica (per il dichiarante) e al punto 264 della Certificazione Unica (per il coniuge).

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