Crediti da 730: posso compensarli con cartelle scadute?

La compensazione dei crediti da 730 con le cartelle scadute è ammessa utilizzando  il modello “F24 accise”, codice tributo RUOL.

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La compensazione dei crediti da 730 con le cartelle scadute è ammessa utilizzando  il modello “F24 accise”, codice tributo RUOL.

Lo scorso mese di settembre ho presentato il 730 tramite il mio commercialista di fiducia.

 

La dichiarazione è stata chiusa con un credito Irpef pari a 5.200 euro.

 

Da qui , vorrei sapere se posso utilizzare il credito Irpef per compensare alcune cartelle scadute relative sempre all’Irpef; ancora, considerato che il credito è superiore a 5.000 euro, oltre al visto di conformità previsto di norma sul 730, indipendentemente dall’entità del credito, è necessario un ulteriore visto per utilizzare il credito oltre soglia di 5.000 euro?

Utilizzo dei crediti da dichiarazione: regole generali

I crediti riportati nella dichiarazione ordinaria, 730 o modello Redditi, possono essere utilizzati già a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo in cui gli stessi maturano.

 

Dunque prima della presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta cui si riferiscono gli stessi crediti.

 

Per sapere se siamo a credito o meno, dobbiamo essere in grado di determinare i redditi conseguiti e le eventuali detrazioni, deduzioni e crediti d’imposta spettanti.

 

Difatti si parla di autoliquidazione delle imposte.

 

Ad ogni modo, avuta certezza del credito maturato, possiamo utilizzarlo in compensazione in F24 già a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di maturazione.

 

L’alternativa è quello di indicarlo in dichiarazione, a scomputo delle imposte dovute e risultante nella stessa oppure richiederlo a rimborso.

 

Per utilizzare il credito Irpef  in compensazione orizzontale ossia per pagare con l’Irpef altri tipi imposta (Iva, IMU) sono previste regole precise.

La compensazione orizzontale

 

L’utilizzo in compensazione orizzontale del credito Irpef  per un importo superiore a 5.000 euro annui può essere effettuata a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui il credito emerge (cfr.

ri- soluzione n. 110/E del 31 dicembre 2019).

 

Tale vincolo operativo è previsto all’art. 3, comma 1, del D.L. n. 124/2019.

 

Inoltre, per utilizzare in compensazione orizzontale un credito di importo superiore a 5.000 (articolo 3 del decreto-legge n. 50 del 2017) è necessario richiedere l’apposizione del visto di conformità (Legge di stabilità 2014, art. 1, comma 574).

 

Attenzione, l’apposizione del visto non dipende solo all’indicazione di un credito di importo superiore a 5.000. Ciò che rileva è il suo effettivo utilizzo in F24, sopra tale soglia.

 

Quindi se abbiamo pianificato un suo utilizzo oltre soglia, dobbiamo seguire i vincoli operativi finora analizzati.

 

Il visto di conformità non è richiesto con riferimento ai crediti d’imposta derivanti da agevolazioni (si pensi ad esempio al bonus sud).

 

Ad eccezione di quelli il cui presupposto è riconducibile alle imposte sui redditi e alle relative addizionali (si veda sul punto la circolare n. 28 del 2014).

 

Tuttavia, con riferimento a quest’ultima tipologia di crediti d’imposta, non è necessario il visto di conformità per l’utilizzo del credito residuo derivante dalla precedente dichiarazione. Sempre che non siano maturati e utilizzati crediti nuovi di importo superiore al limite oltre il quale è richiesto il visto di conformità.

I crediti da 730 e il visto di conformità

Il modello 730 ha delle regole proprie sul visto di conformità.

 

Infatti, se presentiamo il 730 tramite CAF o professionisti abilitati, questi sono tenuti ad apporre il visto di conformità sul 730. Ciò, indipendentemente dall’entità del credito riportato in dichiarazione. Anche se la dichiarazione chiude a debito.

 

Da qui può sorgere il dubbio se sia necessario un doppio visto laddove nel 730 è riportato un credito Irpef superiore a 5.000 euro.

 

Come da circolare 19/e 2020, anche in caso di indicazione ( e successivo utilizzo in compensazione orizzontale) nel Quadro I del modello 730 di un credito di importo superiore a 5.000 euro non è necessario richiedere l’apposizione di uno specifico visto di conformità.

 

Questo perché le

 

le attività di controllo ai fini del visto di conformità ordinario sono state svolte dal responsabile dell’assistenza fiscale o dal professionista abilitato.

Attenzione però, nel caso di assistenza fiscale prestata dal sostituto d’imposta o di dichiarazione presentata direttamente, l’eventuale credito da portare in compensazione nel Quadro I non può essere superiore a euro 5.000.

 

In questo caso mancherebbe il visto di conformità.

Crediti da 730: la compensazione con cartelle scadute

Circa la possibilità di compensare i crediti Irpef da 730 con le cartelle scadute, tale possibilità è ammessa a livello normativo.

 

Infatti, l’art. 31 comma 1 del D.L. 78/2010, prevede espressamente tale possibilità. Indipendentemente dal discorso fatto finora sulle compensazioni orizzontali.

 

Dunque, per effetto del decreto legge n. 78/2010 e del successivo decreto attuativo MEF del 10 febbraio 2011,  è possibile pagare le cartelle scadute che riguardano imposte erariali(es. Irpef, Ires, Iva)  e i relativi oneri accessori (compresi aggio e spese dovute all’Agenzia delle entrate-Riscossione), compensandole con i crediti relativi alle imposte erariali.

 

La compensazione avviene mediante  il modello “F24 accise” (codice tributo RUOL).

Attenzione se il pagamento riguarda solo una parte delle somme dovute, è possibile presentare all’Agenzia delle entrate-Riscossione lo specifico modulo. Con tale modello si dichiara l’avvenuto pagamento in compensazione e a quali cartelle attribuire il versamento.

 

In quest’ultimo caso la scelta dei debiti da compensare va effettuata entro 3 giorni dal conferimento della delega di pagamento se si presenta il modello “F24 accise” tramite banche, poste o Entratel. La scelta è effettuata contestualmente, se si presenta il modello “F24 accise” agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione.

 

Dunque, è ammessa la compensazione dei crediti da 730 con gli importi a debito riportati in cartelle scadute.

 

E’ possibile ricorrere alla  compensazione anche per estinguere le cartelle di pagamento non ancora scadute ossia per le quali non sono ancora trascorsi i sessanta giorni dalla notifica (pagamento tempestivo).

 

Tale indicazione è contenuta nella circolare, Agenzia delle entrate,  n°13/e 2011.

 

Abbiamo così risposto ai due quesiti su esposti.

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