Covid, la Cina lancia per prima il passaporto sanitario

La Cina è il primo Paese al mondo a lanciare il passaporto sanitario. Anche Europa e USA stanno pensando di introdurlo.

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La Cina è il primo Paese al mondo a lanciare il passaporto sanitario. Anche Europa e USA stanno pensando di introdurlo.

Al via il passaporto sanitario in Cina. Il Paese dove ha avuto origine il covid-19 è anche il primo Stato al mondo a farlo e in futuro sarà obbligatorio per tutta la popolazione. Per ora, però, è solo facoltativo e non riguarda tutti.

Il passaporto sanitario, digitale o cartaceo, che prova l’immunizzazione del possessore, è disponibile per i cittadini cinesi che lo richiederanno attraverso la piattaforma WeChat. Il suo scopo è di “aiutare a promuovere la ripresa economica mondiale e a facilitare i viaggi oltre confine“, ha spiegato il ministero degli Esteri di Pechino.

Passaporto sanitario in Cina

Il passaporto al momento non è obbligatorio. Ed è il primo di questo tipo emesso al mondo, mentre Stati Uniti e Gran Bretagna ci stanno pensando e l’Ue sta lavorando a un ‘green pass‘. Una sorta di passaporto sanitario per permettere ai propri cittadini che siano stati vaccinati di muoversi liberamente all’interno e all’esterno dei confini europei.

Sicuramente i Paesi occidentali arriveranno più tardi rispetto a Pechino con il passaporto sanitario, anche perché la campagna vaccinale è solo agli inizi. Mentre in Cina è più avanti, anche se notizie ufficiali che lo confermino ancora non sono disponibili.

Come funziona il passaporto sanitario

Ma come funziona il passaporto sanitario? Di base il cittadino che avrà inoculato il vaccino anti Covid-19 sarà registrato in un elenco speciale gestito dalle autorità sanitarie. Queste poi trasmetteranno i dati della persona vaccinata alle autorità di pubblica sicurezza che le riporteranno su uno speciale documento digitale che servirà per i viaggi all’estero.

I dati saranno quindi riportati nel normale passaporto o carta di identità (documenti validi per l’espatrio) e verranno controllati al momento del passaggio alla frontiera.

Non è ancora chiaro se questo “pass” sia vincolante o meno, ma c’è da ritenere che i cinesi lo adotteranno anche all’interno della Cina per gli spostamenti da una provincia all’altra, considerata l’estensione del Paese e la popolazione residente.

E in Europa?

Stati dell’Unione Europea hanno già trovato una intesa sulla realizzazione del passaporto sanitario digitale che contenga le informazioni utili per viaggiare all’estero. In esso saranno contenute informazioni relative alla vaccinazione, la data di inoculazione, l’esito del tampone o l’immunità acquisita per aver già contratto e superato il covid.

La misura oggi è quella considerata prioritaria per consentire la ripresa dei viaggi. La presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen però ha detto: “serviranno almeno tre mesi per arrivare a un database comune e a uno strumento che sia condiviso almeno a livello europeo”.

Sarà obbligatorio per spostarsi

L’obiettivo è quello di consentire una regolare ripresa del turismo e degli spostamenti dei vacanzieri. Ma anche della gente che per lavoro o necessità non debba sottoporsi a regole stringenti di isolamento fiduciario o quarantena al rientro dall’estero.

Lanciata dal premier Greco Mitsotakis (che ha già aperto corridoi preferenziali con UK), l’idea vede per ora una maggiore prudenza di Francia e Germania che vorrebbero evitare di creare discriminazioni. Non a caso il Consiglio europeo nei giorni scorsi ha votato una risoluzione in cui sostiene che

gli Stati devono informare i cittadini che la vaccinazione non è obbligatoria. E che nessuno deve farsi vaccinare se non lo vuole e che bisogna garantire che nessuno sarà discriminato se non è vaccinato”.

Il passaporto sanitario è inoltre anche sotto la lente delle autorità per la privacy, dato che uno strumento di questo tipo contiene dati sensibili e dovrà essere trattato in accordo con il GDPR.

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