Covid, duro colpo per le libere professioni

Nei primi sei mesi del 2020, oltre 30 mila liberi professionisti hanno dovuto abbandonare la propria attività.

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Nei primi sei mesi del 2020, oltre 30 mila liberi professionisti hanno dovuto abbandonare la propria attività.

L’onda d’urto causata dall’emergenza sanitaria del coronavirus e delle relative politiche di contenimento adottate dal nostro Paese si è abbattuta soprattutto sui liberi professionisti.

Secondo un recente report di Confprofessioni, nei primi sei mesi del 2020, oltre 30 mila di essi (in prevalenza donne) hanno dovuto abbandonare la propria attività a causa della crisi innescata dalla pandemia.

Covid, 30.000 liberi professionisti in meno

Secondo quanto afferma Confprofessioni, la crisi sta colpendo duro tutti i soggetti titolari di partita iva.

In questa fase, i più svantaggiati sono stati i liberi professionisti. In particolare, si è potuto registrare una perdita di 30 mila professionisti soltanto nei primi 6 mesi del 2020.

A questi si aggiungono circa 170.000 lavoratori indipendenti su una platea di oltre 1,5 milioni di lavoratori autonomi bloccati dal primo lockdown.

I settori più colpiti, si legge nel report, “sono quelli legati al commercio, finanza e immobiliare con un calo di quasi il 14% nel primo trimestre del 2020, ma male anche l’area tecnica (-5,7%) e amministrativa (-2,5%)”.

Principalmente, il fenomeno ha colpito le regioni del nord Italia (-23,9%), segue il Centro Italia

con una contrazione del 28,3% e infine, in controtendenza, il Sud Italia, dove la variazione risulta positiva (+15,9%).

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