Covid-19: TARI 2020 ridotta per le attività chiuse

Per le attività sospese a causa del virus, la quota variabile della TARI va calcolata applicando un fattore di riduzione

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Se l’attività economica è stata interessata da provvedimenti di sospensione e chiusura a causa dell’emergenza Covid-19, la TARI (tassa sui rifiuti) deve essere proporzionalmente ridotta. A prevederlo è la Delibera 5 maggio 2020, n. 158/2020/R/rif. dell’ARERA (Autorità di regolazione per Energia Reti e Ambiente). Come si legge sul sito istituzionale dello stesso ente, il provvedimento è stato emanato con l’intento di mitigare gli effetti sulle varie categorie di utenze derivanti dalle limitazioni introdotte a livello nazionale o locale dai provvedimenti normativi adottati per contrastare l’emergenza Coronavirus.  In particolare, si legge, “il provvedimento prevede – nell’ambito della disciplina dei corrispettivi applicabili alle utenze del servizio di gestione integrata dei rifiuti, urbani e assimilati – alcuni fattori di rettifica per talune tipologie di utenze non domestiche (al fine di tener conto del principio “chi inquina paga”, sulla base della minore quantità di rifiuti producibili in ragione della sospensione delle relative attività) e di specifiche forme di tutela per quelle domestiche (in una logica di sostenibilità sociale degli importi dovuti)”.

Per le attività sospese

Nel dettaglio, ad esempio, la delibera stabilisce che per le tipologie di attività di utenze non domestiche che siano immediatamente riconducibili alle categorie di cui sia stata disposta la sospensione con i provvedimenti governativi (si pensi a bar, ristoranti, parrucchieri, ecc.), la quota variabile della tariffa va ottenuta applicando un fattore di correzione a riduzione di alcuni valori. Per quelle attività che, invece, non risultino immediatamente riconducibili alle categorie di cui sia stata disposta la sospensione, e l’eventuale riapertura, ad opera dei provvedimenti sopra citati, l’Ente territorialmente competente deve provvedere all’individuazione dei giorni di chiusura relativi alle citate attività sulla base dei quali applicare il fattore di correzione.

La quota variabile inoltre dovrà essere azzerata nel caso in cui siano in vigore sistemi di tariffazione puntuale, oppure nel caso in cui ne sia stata prevista l’introduzione a partire dal 2020

Altre agevolazioni

Alle utenze non domestiche (riportate, a titolo esemplificativo e non esaustivo, nella Tabella 3 dell’Allegato A alla delibera in esame), diverse, invece, da quelle di cui sopra, e ove sia documentabile la riduzione della produzione dei rifiuti a seguito di sospensione temporanea, anche su base volontaria, delle proprie attività, si potranno riconoscere riduzioni tariffarie commisurate ai minori quantitativi. In tal caso, occorrerà, tuttavia, presentare apposita istanza e documentare l’effettiva riduzione dei quantitativi di rifiuti prodotti a seguito di sospensione temporanea dell’attività per l’emergenza legata al diffondersi del virus.

I gestori possono, poi, anche riconoscere, per l’anno 2020, un’agevolazione tariffaria alle utenze domestiche economicamente svantaggiate in possesso, alla data di presentazione dell’apposita istanza da parte dell’utente, delle condizioni per l’ammissione al bonus sociale per disagio economico per la fornitura di energia elettrica e/o per la fornitura di gas e/o per la fornitura del servizio idrico integrato. Il beneficio è riconosciuto in relazione ad una sola utenza ad uso domestico nella titolarità di uno dei componenti di un nucleo familiare in possesso dei requisiti.

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