Covid-19: gli effetti del lock-down sul piano di ammortamento delle immobilizzazioni

Secondo l’OIC (Organismo Italiano di contabilità) le conseguenze sul piano di produzione aziendale causate dal lock-down possono rappresentare un valido motivo per rivedere il metodo di ammortamento utilizzato per le immobilizzazioni

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Secondo l’OIC (Organismo Italiano di contabilità) le conseguenze sul piano di produzione aziendale causate dal lock-down possono rappresentare un valido motivo per rivedere il metodo di ammortamento utilizzato per le immobilizzazioni

In virtù, della richiesta di chiarimenti in merito all’applicazione del criterio di ammortamento delle immobilizzazioni materiali e immateriali secondo le previsioni dell’OIC 16, ed in considerazione dell’emergenza sanitaria Covid-19 che ha avuto e sta avendo i sui riflessi anche sull’operatività delle imprese, ivi compresi quelli concernenti la redazione dei bilanci, l’OIC (Organismo Italiano di Contabilità) ha fatto sapere sul proprio sito istituzionale di aver deciso di pubblicare in consultazione la bozza di comunicazione “Modifica del metodo di ammortamento…” delle predette immobilizzazioni.

L’Organismo, allo stesso tempo, invita a far pervenire eventuali commenti entro il 15 settembre 2020 all’indirizzo e-mail [email protected].

Nel dettaglio, la bozza di comunicazione messa in consultazione trae origine da una richiesta di chiarimento pervenuta all’OIC, con cui è stato domandato se per effetto del lock-down, che ha limitato l’uso delle immobilizzazioni, una società possa modificare il metodo di ammortamento passando dal metodo a quote costanti al metodo per unità di prodotto.

Le conseguenze del lock-down sul piano di ammortamento delle immobilizzazioni

L’OIC, nel rispondere alla predetta richiesta, ha ricordato innanzitutto che a seguito di alcune misure restrittive adottate dal governo nel periodo della pandemia, si è verificata la chiusura delle attività produttive e commerciali non di prima necessità ed il divieto di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati in un comune diverso da quello in cui ci si trovava al momento dell’ordinanza se non per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza oppure per motivi di salute.

Misure, queste, che hanno avuto come conseguenza la sospensione e/o un forte calo della produzione di beni e servizi, ponendosi, così il problema del se il metodo di ammortamento per unità di prodotto possa essere più rappresentativo della residua possibilità di utilizzazione di un’immobilizzazione visto che conseguentemente si è ridotto e/o sospeso anche l’utilizzo del bene nella prima parte del 2020 e probabilmente anche nella fase di ripresa la produzione di beni e servizi non ritornerà immediatamente ai livelli ante lock-down.

In altri termini, osserva l’OIC, “i parametri che inizialmente avevano concorso a determinare la metodologia di ammortamento: uso del bene, vita utile e altri potrebbero aver subito una radicale modificazione”.

I diversi metodi di ammortamento delle immobilizzazioni: le conclusioni dell’OIC

Nella bozza in consultazione vengono riepilogati anche quelli che sono i metodi di ammortamento previsti dall’OIC 16 ed OIC 24. Stiamo parlando del:

  • metodo a quote costanti (l’utilità dell’immobilizzazione si ripartisce nella stessa misura per ogni anno di vita utile);
  • metodo a quote decrescenti (si basa sul principio che cui il bene cede maggiore utilità nei primi anni di vita e lo si applica quando l’immobilizzazione è maggiormente sfruttata nella prima parte della vita utile);
  • metodo per unità di prodotto (si attribuisce a ciascun esercizio la quota di ammortamento di competenza determinata dal rapporto tra le quantità prodotte nell’esercizio e le quantità di produzione totale previste durante l’intera vita utile dell’immobilizzazione e si utilizza quando questo metodo di ammortamento fornisce una migliore rappresentazione della ripartizione dell’utilità ritraibile dal bene lungo la sua vita utile).

Premesso che, il metodo di ammortamento prescelto è riesaminato qualora non più rispondente alle condizioni originarie previste nel piano di ammortamento e che ai sensi dell’art 2426 comma 2 del codice civile, “le modifiche dei criteri di ammortamento e dei coefficienti applicati devono essere motivate nella nota integrativa”, fermo restando che è nella responsabilità degli amministratori la determinazione del più appropriato metodo di ammortamento da utilizzare, l’OIC arriva ad affermare che “in linea generale e fatte salve le singole specificità, gli effetti della pandemia sull’operatività delle imprese possono rappresentare un valido motivo di riflessione sull’adeguatezza del modello contabile di ammortamento in precedenza utilizzato a rappresentare correttamente i risultati economici e patrimoniali dell’esercizio in corso”.

 

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