La fiera dell’Est del bonus 110: quanto si “mangia” ogni intervento nella pratica

Ogni soggetto che interviene nella pratica del bonus 110 ha un costo e fa diminuire la convenienza? Facciamo chiarezza (e due conti)

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quanto si perde del 110 con la cessione

Dalla commissione per i lavori alla pratica di cessione del credito per il bonus 110. Quanto rimane realmente nelle tasche del proprietario di casa?

“Tutti mi stanno consigliando il bonus 110 per i lavori a casa ma mi chiedo: sarebbero veramente interventi gratis? Premettendo che non ho liquidità da anticipare ipotizzo: dovrei contattare un ingegnere o un architetto (visto che si tratterebbe di una ristrutturazione importante), la ditta per i lavori e poi qualcuno (se non la ditta direttamente) che mi accetti la cessione del credito. In tutto questo quanto perdo dalla promessa del bonus 110?”

Probabilmente tutti voi conoscete il canto tradizionale riadattato nella celebre canzone di Branduardi “Alla fiera dell’Est”. Il brano ci insegna come, da un investimento di “due soldi” si inneschino catene che coinvolgono più personaggi fino ad arrivare a spese più ingenti. Anche per la pratica del super bonus dunque c’è il rischio che ad ogni soggetto che interviene scatti un’erosione della percentuale di risparmio?

Per rispondere simuliamo una situazione analoga a quella del lettore che ci scrive, ossia un proprietario di casa privata interessato ad avviare la pratica per il bonus 110.

Quali lavori restano esclusi dal 110 e non sono neppure trainati

Prima di tutto occorrerà individuare i lavori agevolabili con il Superbonus. E’ vero che quelli trainanti “trascinano” appunto nella detrazione anche i cd interventi trainati.

Dai requisiti di questi ultimi emerge che dovranno avere una funzione di riqualificazione energetica. Vi rientrano, ad esempio, la sostituzione di infissi o l’installazione di pannelli fotovoltaici se abbinati al cappotto termico. L’intervento complessivo deve garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche (o il raggiungimento di quella più alta).

Concludendo, quindi, potrebbero esserci dei lavori che fanno parte del progetto ma che resteranno esclusi dal 110. Per questi si potrà eventualmente chiedere il bonus ristrutturazione ma comunque il proprietario dovrà avere della liquidità per la differenza.

Tutti i soggetti che intervengono nella pratica del bonus 110 e costo della cessione del credito

Fin qui dunque il proprietario committente avrà contattato uno o più tecnici, che si occuperanno anche della certificazione APE ante e post operam per documentare il doppio salto energetico, e la ditta dei lavori. Fin qui, ammettendo di rientrare nel bonus 110, nessun costo extra perché anche la commissione di ingegneri e architetti etc è coperta dalla super detrazione.

Supponiamo però, come nel caso di chi ci scrive, che il proprietario di casa non disponga di liquidità e voglia chiedere la cessione del credito. Avrà diverse alternative. Potrà chiederla:

  1. direttamente alla ditta (che verosimilmente si appoggerà ad una cooperativa);
  2. in banca, alle Poste o presso un’assicurazione;
  3. ad un terzo intermediario che interviene nei lavori (ad esempio Eni Gas e Luce).

Come abbiamo visto più volte la cessione del credito ha un costo (perché ovviamente ogni soggetto che interviene assumendo il credito a suo carico si espone ad un rischio e dovrà avere un rientro economico). In alcuni articoli sull’argomento abbiamo messo a confronto le diverse offerte di banche, poste e altri intermediari in merito alla cessione del credito. Potrebbero essere richiesta la stipula di una polizza sulla vita o l’apertura del conto corrente in filiale. Ad ogni modo c’è da considerare un margine del 10% di cui si dispone. Chi infatti opta per la detrazione recupera il 110% della spesa (anche se abbiamo visto che anche la maxi detrazione ha dei costi nascosti). E’ chiaro che l’obiettivo di chi esegue i lavori cedendo il credito dovrà essere quello di fare gli interventi gratis non anche di guadagnare punto percentuale in più.

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