Corte dei Conti, spostare prelievo fiscale da Irpef a Iva

Ma i consumatori sostengono che il prelievo fiscale sarebbe un suicidio. Meglio alzare le tasse a chi ha redditi elevati.

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Quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata, lo Stato dovrà inasprire il prelievo fiscale per far quadrare il bilancio. Tutti i bonus e le erogazioni pubbliche a sostegno dell’economia nazionale dovranno in qualche modo rientrare.

Inutile farsi illusioni. Se l’economia non crescerà a doppia cifra (il che è quasi impossibile), l’unica soluzione sarà l’aumento del prelievo fiscale sui contribuenti. Perché i soldi spesi dovranno in qualche modo tornare indietro, anche s ei tassi sui prestiti contratti sono quasi nulli.

La Corte dei Conti sul prelievo fiscale

Così la Corte dei Conti, nel Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica, ha messo in guardia la popolazione in vista della riforma fiscale. Rilevando criticità e possibili linee di riforma in tema di revisione e prelievo fiscale dell’Irpef.

I prossimi anni richiederanno un considerevole sforzo fiscale per far fronte ai costi della pandemia. Sarà dunque necessario guardare all’efficienza e all’equità del sistema tributario nel suo complesso, ipotizzando varie forme di ricomposizione del contributo dei prelievi diretti e indiretti alla copertura del bilancio, tra le quali adeguata attenzione potrebbe essere riservata ad un parziale spostamento del prelievo fiscale dall’Irpef all’Iva“.

Al di là del modello fiscale che lo Stato adotterà in futuro, la Corte dei Conti sottolinea due importanti fattori che non possono essere trascurati. Da un lato, la lotta all’evasione fiscale che rimane a tutt’oggi il più rilevante vulnus all’equità orizzontale e verticale. E dall’altro, il processo di semplificazione fiscale. Sia per ciò che riguarda la base imponibile, le aliquote e le innumerevoli spese fiscali presenti, sia per gli aspetti procedimentali, quali dichiarazioni, versamenti, rimborsi e, in generale, tutto ciò che attiene al rapporto con il contribuente.

Suicidio spostare prelievo da Irpef a Iva

Secondo l’Unione Nazionale dei Consumatori (Unc), spostare il prelievo fiscale dall’Irpef all’iva sarebbe un suicidio. Così Massimo Dona presidente dell’Unc che ha aggiunto:

“che pochi giorni fa, il Fmi ha proposto ai governi di considerare tasse maggiori sui redditi più alti per pagare i conti del Covid. E che persino Bankitalia, pur essendo favorevole a un maggiore carico fiscale sui consumi, ha chiesto di tassare di più la ricchezza.

Il punto è che un’imposta più elevata sui consumi sarebbe una politica economica da kamikaze in questo momento in cui sono già in caduta libera e il 60% delle famiglie, sempre secondo Bankitalia, fatica ad arrivare alla fine del mese“.

Pertanto i consumatori si oppongono alla proposta di prelievo fiscale della Corte dei Conti in vista della riforma fiscale. Sarebbe anche in contrasto con l’art- 53 della Costituzione.  Semmai serve l’opposto, ossia reintrodurre un contributo di solidarietà per chi dichiara più di 75 mila euro di reddito e che ora paga un’aliquota pari al 43%.

Il contributo potrebbe arrivare almeno al 10% del reddito per chi dichiara oltre 150 mila euro. Oppure ripristinare l’Imu sulla prima casa con una detrazione doppia rispetto alla vecchia versione, passando da 200 a 400 euro, così graverebbe solo sui ceti più abbienti.

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