Coronavirus, oltre 20.000 persone denunciate in 5 giorni, cosa si rischia uscendo di casa

Le forze dell’ordine hanno denunciato più di 20.000 persone che hanno violato le norme sulla quarantena. Ecco cosa rischia chi dichiara il falso ai controlli di polizia.

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Le forze dell’ordine hanno denunciato più di 20.000 persone che hanno violato le norme sulla quarantena. Ecco cosa rischia chi dichiara il falso ai controlli di polizia.

Oltre 20.000 denunciati in cinque giorni. Da quando è stato decretato lo stato di emergenza da coronavirus e imposto dei divieti per contrastare l’evoluzione dell’epidemia da coronavirus, le forze dell’ordine hanno eseguito migliaia di controlli su persone e attività commerciali che mostra la disinvoltura e leggerezza con cui certa gente sta affrontando il problema.

Nel dettaglio, secondo fonti del Ministero dell’Intero, peraltro in continuo aggiornamento, riferiscono di controlli su oltre 550 mila persone e 250 mila attività commerciali. Nel complesso sono state denunciate alla Procure della Repubblica oltre 20 mila persone per violazione delle norme anti crisi. Un numero molto elevato se si pensa che le restrizioni imposte dal governo termineranno fra 18 giorni, salvo proroga.

Multa e arresto fino a 3 mesi per chi viola le regole

Ma cosa rischia chi viola le disposizioni? Innanzitutto va ricordato che è obbligatorio restare in casa per il periodo di quarantena salvo che per comprovati motivi di lavoro, salute e necessità (fare la spesa, andare in farmacia, raggiungere un familiare, ecc.) che dovranno essere appositamente autocertificati e dimostrati. Per chi viola tali regole di contenimento, previste fino al 3 aprile 2020, è previsto l’arresto fino a 3 mesi e un’ammenda di 206 euro, come prevede l’art. 650 del codice penale (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità) e salvo che il fatto commesso costituisca più grave reato. A prevederlo è l’art. 4, comma 2, del DPCM numero 8 del 3 marzo 2020 per il contenimento del Covid-19.

False dichiarazioni, si rischia da 1 a 6 anni

Qualora dall’autocertificazione risultino false dichiarazioni si rischia poi di incorrere anche nel reato previsto dall’art. 495 del codice penale (falsa attestazione o dichiarazione) che va da uno a cinque anni di reclusione. Pertanto autocertificare che si sta andando in farmacia e poi si viene scoperti che si è andati allegramente a spasso con amici comporta anche la commissione di un altro reato più grave che si andrà a sommare al primo, previsto dall’art. 650 c.p.

di cui sopra. Salvo che il fatto commesso non costituisca più grave reato in conseguenza della violazione delle norme previste per la quarantena.

I reati più gravi connessi alla violazione di norme

Pertanto, tutti quelli che violano il contenuto del decreto legge rischiano non solo tre mesi di arresto e una multa di 206 euro, ma anche tutto ciò che è colposamente legato alle conseguenze dirette e indirette del loro comportamento. Si va quindi dai reati per lesioni colpose a quelli contro la salute pubblica che se, commessi consapevolmente e quindi con l’intenzione di cagionare pericolo e danni alla salute altrui, anche mortali, comportano anni di galera se non addirittura l’ergastolo come pena massima. E’ quindi importante rispettare i divieti imposti dal decreto per il periodo indicato dal governo e prestare la massima attenzione a quando si esce di casa per recarsi all’esterno, anche se i confini non sono presidiati o non viene accertata al momento la violazione. Gli accertamenti sono sempre possibili in un secondo momento e a distanza con videocamere.

Il reato di diffusione di epidemia

Nel caso estremo, se una persona in quarantena affetta da COVID-19, anche inconsapevolmente, esce di casa rischia grosso a livello penale. Basta il dolo eventuale, spiega un avvocato. Se non si comunica che si è contagiati o infetti si è automaticamente consapevoli di poter contagiare qualcuno accettando di per sé anche l’evento letale che ne può conseguire. Il reato è ben previsto dal nostro ordinamento giudiziario ed è quello di epidemia (art. 438 c.p.) e si rischia l’ergastolo. Parliamo ovviamente di untore consapevole. Coloro non sanno di avere il coronavirus o altre sindromi, ma che hanno avuto contatti diretti con persone che poi si è scoperto stare male devono comunicare questo all’azienda sanitaria locale, fare il tampone e mettersi in quarantena.

Se invece queste persone continuano ad andare in giro liberamente, in questo caso si va incontro a responsabilità colposa se si attacca il virus ad altri soggetti.

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