Coronavirus, lettera dei commercialisti al Mef: bisogna sospendere i processi tributari

Le principali associazioni dei Commercialisti italiani, in una lettera congiunta, chiedono la sospensione degli atti impositivi e dei processi tributari.

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Le principali associazioni dei Commercialisti italiani, in una lettera congiunta, chiedono la sospensione degli atti impositivi e dei processi tributari.

In una lettera congiunta, le principali associazioni italiane dei commercialisti ed esperti contabili (ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO) chiedono al governo la sospensione degli obblighi tributari, inclusi i versamenti, come sancito all’art. 9 dello Statuto dei Diritti del Contribuente nel caso in cui il tempestivo adempimento degli obblighi tributari sia impedito da cause di forza maggiore.

Le richieste dei commercialisti

Attraverso una nota congiunta, le Associazioni dei Commercialisti (ADC – AIDC – ANC – ANDOC – FIDDOC – SIC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO) chiedono al Ministero dell’Economia e delle Finanze: “la sospensione degli atti impositivi, in materia previdenziale e tributaria, ed in specie di quelli aventi valenza esecutiva, pendenti alla data odierna o successivamente emessi ed insorti, con rinvio di ogni termine sostanziale, di pagamento o di impugnazione nonché processuale, connesso a tali atti sino alla cessazione dello stato di emergenza sanitaria. vista la situazione di disagio in cui versano gli uffici pubblici e, nella specie, gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e dell’Agenzia Entrate Riscossione, a causa dell’accesso contingentato agli stessi, imposto da motivi sanitari; considerate le disposizioni del DPCM del 4 marzo 2020, le quali si ripercuoteranno in misura significativa sui medesimi uffici, limitandone ulteriormente il funzionamento; considerato che, in presenza di atti impositivi, l’interlocuzione personale presso i medesimi uffici è necessaria al fine dell’indispensabile esercizio del diritto alla difesa del contribuente nella fase precontenziosa, contenziosa ed esecutiva; considerato altresì che dette fasi sono soggetta a termini decadenziali precisi e perentori; considerato inoltre che in presenza di atti esecutivi l’impossibilità o anche solo la difficoltà di accesso agli uffici preposti può tradursi in un grave danno ingiusto per i contribuenti; stanti le circostanze di contingenza che determinano un complessivo aggravio delle condizioni di gestione delle imprese; vista la facoltà sancita all’art.

9 dello Statuto dei Diritti del Contribuente di sospendere obblighi tributari, inclusi i versamenti, nel caso in cui il tempestivo adempimento degli obblighi tributari sia impedito da cause di forza maggiore; ritenuta indubbiamente sussistente tale causa di forza maggiore”.

 

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