Coronavirus, il Lockdown si abbatte sulle Entrate Tributarie per più 15 miliardi di euro

In pieno periodo Lockdown (primi 5 mesi del 2020) le entrate tributarie totali perdono circa 15,3 miliardi di euro.

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In pieno periodo Lockdown (primi 5 mesi del 2020) le entrate tributarie totali perdono circa 15,3 miliardi di euro.

Le Entrate tributarie crollano nei primi 5 mesi del 2020, ma siamo nel pieno Lockdown a causa dell’emergenza Coronavirus.

Nel periodo gennaio-maggio 2020, le entrate tributarie erariali accertate in base al criterio della competenza giuridica ammontano a 149.731 milioni di euro, con una diminuzione di 15.300 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-9,3%)”. La variazione negativa riflette l’impatto delle misure introdotte dal D.L. n. 23/2020 (misure di contrasto all’emergenza coronavirus) che ha disposto la sospensione di versamenti tributari e contributivi per molti soggetti titolari di partita iva. Quanto detto è stato riportato da un recente report del Ministero dell’economia e delle finanze. Vediamo meglio di cosa si tratta.

 

Analisi dei flussi delle entrate tributarie in pieno periodo Lockdown

Secondo il report del Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato in data 6 luglio 2020, nei primi 5 mesi del 2020 (gennaio – maggio) le entrate totali, come già detto, ammontano a 149.731 milioni di euro (- 15,3 miliardi di euro, pari a – 9,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente).

In particolare:

  • 84.098 milioni di euro di imposte dirette (+ 465 milioni di euro, pari a +0,6%);
  • 65.633 milioni di euro le imposte indirette (- 15.765 milioni di euro, pari a – 19,4%).

Le imposte indirette, come è possibile notare, hanno registrato il maggior calo, in particolar modo l’Iva sugli scambi interni (- 7.922 milioni di euro, pari a – 18,0%).

Secondo il report, i dati sono la conseguenza dell’applicazione delle misure introdotte con il Decreto Legge del 17 marzo 2020 (art. 61 e 62), il quale ha disposto il rinvio dei versamenti Iva per i soggetti con ricavi e compensi non superiori a due milioni di euro e comunque, prescindendo il requisito dimensionale, per i soggetti che hanno domicilio fiscale nelle zone maggiormente colpite dalla crisi sanitaria.

 

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