Coronavirus e Reddito di Cittadinanza: l’assegno sarà erogato nonostante lo stop al lavoro

A causa dell’Emergenza Coronavirus, slitta l’obbligo di partecipazione delle politiche attive per tutti i beneficiari del reddito di cittadinanza. Per quanto tempo?

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Il Coronavirus mette il bastone tra le ruote anche al Reddito di Cittadinanza quanto meno per quanto riguarda l’avvio ai programmi di politica attiva.

In poche parole, l’obbligo di lavoro verrà fatto slittare.

Una misura scontata vista l’emergenza Coronavirus e l’impossibilità degli spostamenti che ne derivano.

Vediamo meglio di cosa si tratta e le nuove date.

Reddito di cittadinanza e avvio dei programmi di politica attiva

Come previsto dal nuovo decreto “Cura Italia” del 16 marzo 2020, vengono posticipata tutti gli obblighi e i termini per l’avvio di programmi di politica attiva previsti dal Reddito di Cittadinanza.

Ovviamente, la misura è stata dettata dall’impossibilità di attuazione degli stessi a causa dei difficili, se non impossibili, spostamenti derivanti dall’emergenza Coronavirus, che in questi giorni sta colpendo pesantemente il nostro Paese.

I programmi di politica attiva verranno, dunque, ripristinati a data da destinarsi e non prima, ovviamente, del termine di questa emergenza.

Attualmente, si parla di due mesi. In particolare, i termini di partecipazione ai programmi di politica attiva del Reddito di Cittadinanza dovrebbero ripartire, salvo ulteriori proroghe, da metà maggio.

 

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