Coronavirus: Confesercenti, sconti aggiuntivi a chi paga con buoni spesa

Sconto aggiuntivo a chi utilizza i buoni spesa dei Comuni per fare acquisti di generi alimentari e di prima necessità.

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Sconto aggiuntivo a chi utilizza i buoni spesa dei Comuni per fare acquisti di generi alimentari e di prima necessità.

I negozi di vicinato aderenti a Confesercenti sono pronti a fare la loro parte per assistere i più deboli, applicando uno sconto aggiuntivo a chi paga con i buoni spesa che il governo ha destinato alle famiglie più bisognose.

Ad annunciarlo, in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, è la presidente nazionale dell’associazione Patrizia De Luise, dopo che i comuni hanno ricevuto le disponibilità stanziate dal governo (400 milioni in tutto) da distribuire ai cittadini più bisognosi per l’acquisto di generi alimentari e di prima necessità.

Sconto Confesercenti per acquisti con buoni spesa

Pensare alle fasce più deboli, a chi non è in grado di sostenersi in modo dignitoso, è un dovere di tutti“, scrive De Luise aggiungendo che “anche Confesercenti, come sempre, vuole dare il proprio contributo. Come abbiamo avuto modo di riscoprire durante questa emergenza, le attività di quartiere costituiscono una risorsa fondamentale per il territorio, perché vicine alle persone e raggiungibili facilmente. Attraverso questa rete capillare di negozi di generi di prima necessità, vorremmo potere valorizzare ed aumentare il valore dei ‘buoni spesa‘ che, grazie allo stanziamento di 400 milioni di euro, i comuni renderanno presto fruibili“.

Ci rendiamo disponibili, a tal proposito, a sottoscrivere, coinvolgendo anche l’Anci, un apposito protocollo mirato a destinare sconti aggiuntivi e servizi personalizzati a chi paga con i buoni spesa nelle nostre attività. Uno sforzo che le nostre imprese compiono volentieri e con entusiasmo, confermando l’attenzione alla comunità che da sempre caratterizza e distingue la rete dei negozi di vicinato italiani“, conclude De Luise.

Buoni pasto ai Comuni

I 400 milioni stanziati in fretta e furia sono stati erogati dallo Stato ai Comuni proporzionalmente in base alla densità demografica e dell’indice di povertà.

Per la distribuzione dei buoni spesa saranno coinvolti anche i servizi sociali, il mondo del volontariato e del terzo settore. “L’idea è quella di creare una grande catena di solidarietà che possa coinvolgere anche la grande distribuzione da cui ci aspettiamo che possa collaborare con la nostra iniziativa applicando uno sconto aggiuntivo del 5-10% a chi pagherà con i buoni spesa erogati dai comuni”, ha spiegato il presidente del consiglio Conte.

L’assegnazione dei buoni pasto

Entro quando saranno disponibili le risorse per i più bisognosi? I fondi sono già a disposizione dei singoli Comuni italiani per finanziare i buoni spesa e fronteggiare l’emergenza alimentare. Il punto più difficile da sciogliere è l’individuazione da parte dei sindaci e dei servizi sociali i beneficiari a cui riservare il buono spesa. Il criterio generale ipotizzato da Anci e governo è che i buoni spesa oscillino da un minimo di 25 euro a un massimo di 50 per famiglia. Ogni sindaco avrà comunque modo di tarare gli importi in base alle esigenze locali assegnando i buoni spesa in base al reddito familiare, al Isee o allo stato occupazionale. Come si potrà fare richiesta dei buoni? Bisognerà fare riferimento al proprio Comune che ne darà ampia informazione sul sito internet o mediante avvisi e notiziari locali. Sarà inoltre sempre possibile telefonare per chiedere informazioni e assistenza. L’erogazione potrebbe avvenire immediatamente per fronteggiare l’emergenza, ma dietro rilascio di autocertificazione sullo stato anagrafico, lavorativo e patrimoniale del soggetto. I controlli avverranno successivamente. Una volta entrati in possesso dei buoni, i cittadini potranno utilizzarli in esercizi convenzionati per fare la spesa sul territorio comunale o immediatamente adiacente. L’ipotesi, al momento, è che ogni comune elabori e diffonda, una volta sentiti gli esercenti, un elenco di supermercati e negozi di generi alimentari in cui i buoni potranno essere utilizzati.

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