Copyright, passa la nuova legge: ecco cosa cambia

Approvata a Strasburgo la nuova legge sul Copyright: ecco che cosa cambia sul diritto d'autore e la censura dei post sui social network e nei motori di ricerca.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Approvata a Strasburgo la nuova legge sul Copyright: ecco che cosa cambia sul diritto d'autore e la censura dei post sui social network e nei motori di ricerca.

Approvata a Strasburgo la nuova legge sul copyright: dopo mesi di dibattito sul diritto d’autore arriva dunque la svolta. Ecco cosa cambierà per i mezzi di informazione.

Copyright, nuova normativa valida in Europa

Lo scopo primario della normativa è quello di uniformare le singole leggi statali sul diritto d’autore da un lato e di aggiornare le regole, ferme a livello europeo al 2001.

E’ evidente che in 17 anni di tecnologia molte cose sono cambiate sul piano informativo. Analizziamo da vicino i due articoli maggiormente.

Direttiva Copyright: cosa prevedono l’articolo 11 e 13 su diritto d’autore, censura e condivisione contenuti online

Per quanto riguarda i contenuti divulgati su motori di ricerca online e social network (Google, Facebook etc) l’articolo 11 della nuova direttiva sul copyright punta a risolvere l’annosa vicenda del compenso per le pubblicazioni degli editori su queste piattaforme. Di fronte alle pretese di questi ultimi, le piattaforme hanno sempre obiettato che in buona parte il loro traffico viene generato proprio grazie alle anteprime pubblicate sui social network o nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca.
L’articolo 11 della direttiva stabilisce che ogni stato membro deve garantire che gli editori ricevano compensi “consoni ed equi” per l’uso dei loro materiali da parte dei “fornitori di servizi nella società dell’informazione”, cioè le aziende di Internet. Sono esclusi gli utilizzi privati dei link e il loro impiego non commerciale, per esempio su Wikipedia.

Altro articolo molto discusso è stato il 13 che si riferisce al controllo che le suddette piattaforme possono esercitare sui contenuti caricati dagli utenti per escludere la pubblicazione di contenuti protetti dal copyright e sul quale gli utenti non detengono il diritto d’autore. La soluzione potrebbe ricalcare quella del “Content ID” da anni utilizzata da YouTube proprio per evitare il caricamento di video che violano il copyright sul suo sito. Ma anche questo sistema ha delle pecche e a volte comporta la censura immotivata di alcuni contenuti.

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Argomenti: Normativa e Prassi, Curiosità