Coppie di fatto: cosa cambia con la riforma delle unioni civili 2016 e il contratto di convivenza

Sta per essere approvata la legge sulle unioni civili 2016: ecco tutti i livelli di riconoscimento di coppie di fatto e conviventi

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Sta per essere approvata la legge sulle unioni civili 2016: ecco tutti i livelli di riconoscimento di coppie di fatto e conviventi

Battute finali per la riforma delle unioni civili 2016: il disegno di legge sui diritti delle coppie di fatto prevede il riconoscimento di diritti a chi convive in modo stabile. Vediamo più nel dettaglio che cosa cambierà per unioni civili e coppie di fatto (anche dello stesso sesso) dopo la riforma.

Tutto quello che c’è da sapere sulla riforma delle unioni civili 2016

Riforma unioni civili 2016: quanto tempo ancora?

Entro il 12 maggio prossimo la Camera dovrà approvare il disegno di legge già esaminato al Senato. Il testo tornerà in Senato per la terza lettura.

Quando si parla di unione civile?

La riforma delle unioni civili include anche persone dello stesso sesso. Sono invece esclusi:

–          minorenni;

–          persone già sposate e non separate;

–          interdetti mentali;

–          persone legate da vincoli di parentela;

–          condannati per omicidio (o tentato omicidio) del coniuge dell’altra persona.

Per sottoscrivere un’unione civile bisogna recarsi presso l’ufficiale di stato, in presenza di due testimoni. La coppia di fatto viene così iscritta nel registro comunale dal quale devono risultare: dati anagrafici, regime patrimoniale scelto e residenza. Per quanto riguarda i cognomi si può sia scegliere di mantenerne uno che di adottarli entrambi.

Riforma unioni civili 2016: cosa cambia per i diritti?

Il disegno di legge prevede il riconoscimento dei diritti patrimoniali alle coppie conviventi, equiparate a quelle sposate civilmente. L’unica eccezione resta quelle delle adozioni per persone delle stesso sesso.

Coppie di fatto: ecco come cambiano diritti e doveri

Sono considerati coppia di fatto due individui maggiorenni, anche dello stesso sesso, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, conviventi in una dimora abituale nello stesso comune.

Le forme di tutela sono più deboli rispetto ai diritti riconosciuti alle unioni civili. Sono però tutelati i diritti dell’ordinamento penitenziario e sanitario (relativamente alle visite e all’accesso ai dati personali), quelli inerenti alla casa di abitazione e le facoltà riconosciute in caso di interdizione, inabilitazione e amministrazione di eventuale sostegno oltre al diritto di risarcimento del danno da fatto illecito.

Riforma coppie di fatto: che cos’è il contratto di convivenza

Il disegno di legge prevede anche il cd contratto di convivenza: si tratta di un atto pubblico con cui si disciplinano i rapporti patrimoniali relativi alla vita in comune dei coniugi. Attraverso questo accordo i partner possono fissare la comune residenza, indicare le modalità di contribuzione, scegliere il regime patrimoniale di comunione dei beni etc. Il contratto di convivenza si risolve automaticamente in caso di morte di una delle due parti o di matrimonio tra i conviventi o tra uno dei conviventi e una terza persona ma è previsto anche il recesso unilaterale o in accordo. Al termine della convivenza il giudice può decidere per il diritto agli alimenti qualora uno dei conviventi versi in stato di bisogno economico e nella misura fissata in tribunale che tiene conto anche della durata della convivenza.

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