Coppia di anziani non autosufficiente, quante ore può prestare assistenza una sola badante e con che retribuzione

Se nella coppia di anziani nessuno dei due è autosufficiente basta una sola badante? Qual è il limite di ore e quale lo stipendio adeguato?

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Della questione dell’assistenza sanitaria domiciliare a due anziani ci siamo già occupati spiegando che la retribuzione deve essere adeguata alle ore e al tipo di lavoro e non, come molti pensano, al numero di assistiti. Chiaramente se uno dei due anziani è autosufficiente e l’altro no, come abbiamo visto, inquadramento e stipendio vanno rapportati al caso più grave. Ma oggi, su suggerimento e in risposta ad una email che abbiamo ricevuto, cerchiamo di capire se questo vale anche quando entrambi gli anziani sono non autosufficienti. Può bastare il servizio di una sola badante? Ed è giusto, anche in questo caso, mantenere lo stipendio senza tener conto del doppio impegno? Può sembrare strano ma le cose stanno proprio così. Questo non significa però che non vi sia alcuna tutela. Spesso parte proprio dalla famiglia un riconoscimento aggiuntivo, che tenga conto del carico lavorativo della badante che assiste una coppia di anziani non autosufficiente.

Coppia di anziani non autosufficienti: assistenza di una sola badante

La non autosufficienza può essere fisica o mentale. In entrambi i casi, se la badante non ha una specializzazione specifica, l’inquadramento contrattuale corretto è il livello C. E lo stipendio, chiaramente, dovrà essere adeguato. Non si tiene conto del numero di assistiti ma delle ore lavorate e del tipo di servizio prestato. Certo è che è più facile prevedere che una sola persona possa occuparsi di una coppia di anziani se solo uno dei due richiede assistenza specifica. Quando neanche l’altro è autosufficiente, o le sue condizioni si aggravano in seguito all’assunzione, viene da chiedersi come possa una persona occuparsi di entrambi nello stesso momento? Se ci riesce questo non comporterebbe, da contratto e per legge, un aumento di retribuzione.

A meno che non sia la famiglia a riconoscere valore allo sforzo e al lavoro della badante di fiducia. Cosa che, purtroppo, non rientra nel caso del lettore che ci ha contattati (non abbiamo ritenuto di riportare la lunga email per motivi di privacy).

Nel caso presentato consigliamo di far presente le proprie ragioni alla famiglia degli assistiti. Ad oggi il figlio della badante “è costretto” a recarsi in loco per aiutare la madre nel sollevamento dell’anziano signore ma è intuibile che non si tratta della situazione più consona.

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