Controllo pc, posta elettronica e telefoni dei dipendenti: illegittimi

Si possono tenere sotto controllo computer, mail e telefono dei propri dipendenti? Si pronuncia la Corte di Cassazione.

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Si possono tenere sotto controllo computer, mail e telefono dei propri dipendenti? Si pronuncia la Corte di Cassazione.

Sono illegittimi i controlli a tappeto su computer, posta elettronica e telefoni da parte del datore di lavoro sui propri dipendenti. A sancirlo la sentenza 18302 della Corte di Cassazione depositata il 19 settembre 2016 con la quale si mette fine alla vicenda che aveva vista un aspro confronto tra l’istituto poligrafico dello Stato e il garante per la privacy.

Il garante della privacy nel 2011, aveva emesso un provvedimento vietando al Poligrafico “l’ulteriore trattamento, nelle forme della conservazione e della categorizzazione, dei dati personali dei dipendenti, relativi alla navigazione Internet, all’utilizzo della posta elettronica e alle utenze telefoniche chiamate dai lavoratori”.

 

In particolare, il servizio di navigazione del web predisposto dal Poligrafico sui dipendenti, “non si limitava – sottolineava il garante – a rifiutare la connessione dei lavoratori ai siti non inerenti l’attività del Poligrafico, ma memorizzava ogni accesso ed anche ogni tentativo di accesso” conservando i dati nel sistema per un periodo da sei mesi a un anno. Il garante censurava poi il sistema di conservazione “per prolungato periodo di tempo” sul server aziendale dei messaggi di posta elettronica inviati e ricevuti dai dipendenti e la possibile “visualizzazione integrale” da parte degli amministratori di sistema, senza aver fornito una specifica informativa in merito. Stessa situazione, poi, era stata rilevata sul traffico telefonico.

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