Controllo fiscale: impone un verbale e un avviso

Controllo fiscale il contribuente ha diritto al contraddittorio. Sentenza del 21 maggio della Commissione Tributaria Provinciale di Milano

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Controllo fiscale il contribuente ha diritto al contraddittorio. Sentenza del 21 maggio della Commissione Tributaria Provinciale di Milano

L’Agenzia delle Entrate non può ingiungere al contribuente, da un momento all’altro, un controllo fiscale, senza avvisi, in conseguenza di un semplice riscontro della documentazione richiesta. Prima di tutto infatti, è obbligata a redigere un verbale e convocare il contribuente accertato al contraddittorio, entro il termine di 60 giorni dal verbale per l’esibizione di ulteriori situazioni e documenti a propria difesa. La Commissione Tributaria Provinciale di Milano, ha indetto una sentenza del 21 maggio, dichiarando che è una decisione dignitosa di massima nota nel contesto delle pronunce giurisprudenziali nella sfera tra contribuenti e fisco. La sentenza ha cambiato la regolarità del futuro controllo fiscale.  

Esaminiamo il controllo fiscale perchè impone un verbale e un avviso

L’Agenzia delle Entrate esamina la documentazione richiesta al contribuente e la controlla al fine di un seguente accertamento, deve obbligatoriamente stilare un verbale da cui deve entrare in vigore il diritto al contraddittorio tra le parti. Se venisse a mancare questa esecuzione prima dell’atto, si ha una violazione sia del diritto comunitario che nazionale, con la conseguente invalidità del controllo fiscale medesimo. Insomma, l’Agenzia dell Entrate non può mai, eseguire un controllo senza emettere dei verbali e degli avvisi, ma deve dare la possibilità al contribuente di replicare entro i 60 giorni dall’accertamento per i rilevamenti contestati. La Corte di Giustizia Europea ha evidenziato la necessità del contraddittorio preventivo con il contribuente prima dell’atto impositivo, tutto questo perchè:

  • la richiesta di pagamento del fisco è legittima solo se “procedimentalizzata” con una risoluzione alla quale interviene attivamente il contribuente, mediante il passaggio del contraddittorio con quest’ultimo. Tale partecipazione deve cominciare prima dell’eventuale contenzioso davanti al Giudice di pace;
  • il diritto al contraddittorio serve a dare concretizzazione al diritto di difesa del contribuente e al buon andamento della Pubblica Amministrazione;
  • sussiste un principio importante nell’ordinamento tributario che emana la tutela del diritto di difesa del cittadino mediante l’obbligo di attivazione, da parte dell’Amministrazione finanziaria, cioè durante la fase amministrativa e prima dell’emanazione dell’atto definitivo. L’Agenzia delle Entrate è tenuta al rispetto di tale principio a prescindere dal fatto che ciò sia previsto espressamente da una norma di legge. La violazione di tale onere comporta la nullità dell’atto impositivo adottato senza la preventiva comunicazione al contribuente.
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Argomenti: Agenzia delle Entrate

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