Controllo conti correnti rinviato. Atteso l’ok del Garante della privacy

Controllo conto correnti non scatta oggi, ma solo dopo il parere positivo del Garante della privacy che dovrà esprimersi per la seconda volta

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Controllo conto correnti non scatta oggi, ma solo dopo il parere positivo del Garante della privacy che dovrà esprimersi per la seconda volta
Rinvio del controlo conto correnti da parte del Fisco. Atteso il parere positivo del Garante della privacy

Controllo conti correnti rinviato. Non parte oggi quello strumento di lotta all’evasione fiscale che abolisce il segreto bancario e rafforza i controlli fiscali, prevedendo nuove comunicazioni all’Anagrafe tributaria. Serve ancora il parere positivo in merito della Garante della privacy.

Controllo conti correnti rinviato

Rispetto  a quanto abbiamo annunciato ieri ( si veda il nostro articolo Controllo conti correnti: il Fisco spierà i movimenti dei contribuenti), il controllo conti correnti quindi l’invio di una comunicazione al Fisco su tutti i movimenti bancari dei nostri conti non scatta oggi, 31 ottobre 2012. E’ solo rinviato il controllo al giorno in cui il Garante darà l’ok definitivo.

Controllo conti correnti: atteso l’ok del Garante della privacy

Il nuovo strumento che si inserisce nel solco dei controlli fiscali utilizzati per la lotta all’evasione fiscale, in realtà sarebbe in vigore dal 1 gennaio scorso, almeno sulla carta, ma nei fatti non è ancora partito ufficialmente. Il problema di fondo, e l’aspetto maggiormente criticato del controllo conti correnti imposto dallo Stato, riguarderebbe proprio l’indebita ingerenza del Fisco nella vita fiscale dei contribuenti, in nome di una lotta all’evasione fiscale che calpesterebbe il diritto alla privacy. E’ giusto pur di recuperare soldi e scovare i furbetti? Lo deve dire il Garante della privacy che, nel momento in cui avrà dato il proprio via libera, permetterà all’Agenzia delle entrate di far decollare il nuovo regime e toccherà agli intermediari adeguarsi in fretta. Entro il 31 marzo 2013.

Controllo conti correnti? Anche senza indagini finanziarie in corso

Il “lavoro sporco”, se così vogliamo chiamarlo, dovranno farlo proprio gli operatori finanziari, ossia banche, Poste, Sim, Sgr, fiduciarie e assicurazioni che avranno il compito di spedire all’anagrafe tributaria i dati “sensibili” dei conti correnti, come il saldo iniziale e finale, gli importi totali degli accrediti e degli addebiti, nonché la frequenza di accessi alle cassette di sicurezza alle gestioni patrimoniali, dalle carte di credito ai certificati di depositi, indipendentemente, e qui sta il bello, della messa in atto di indagini finanziarie e fiscali. Proprio nel caso di indagini finanziarie, le Fiamme Gialle e l’Agenzia delle Entrate attraverso un collegamento telematico all’archivio dell’Anagrafe tributaria, a cui gli operatori finanziari devono inviare comunicazioni periodiche contenenti i dati dei conti correnti, quindi tutti i movimenti bancari, possono rilevare i rapporti attribuibili al soggetto sottoposto a controllo e acquisire ulteriori dati (estratto conto, copia degli assegni eccetera) presso l’intermediario.
Oltre che per i singoli soggetti già sottoposti a indagini finanziarie inoltre, i dati recuperati con il controllo conti correnti, potranno essere usati dal Fisco anche per elaborare, con procedure centralizzate e secondo i criteri individuati dall’agenzia delle Entrate, liste selettive di contribuenti a maggior rischio di evasione da sottoporre a verifiche.

Un utilizzo quindi a 360 gradi dei dati dei conti correnti sottoposti a controlli fiscali. Per questo il Garante della privacy deve esprimersi.

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Argomenti: Redditi e Dichiarazioni