Controllo conti correnti: il Fisco spierà i movimenti dei contribuenti

Controllo conti correnti nella manovra salva Italia. In nome della lotta all'evasione fiscale, saremo tutti sotto osservazione da domani 31 ottobre 2012

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Controllo conti correnti nella manovra salva Italia. In nome della lotta all'evasione fiscale, saremo tutti sotto osservazione da domani 31 ottobre 2012
Dal 31 ottobre 2012 parte il controllo dei conti correnti degli italiani.

Controllo conti correnti da parte del Fisco. Da domani, 31 ottobre 2012,  partirà la comunicazione dei conti correnti dei contribuenti, da parte di banche, Poste e intermediari finanziari, alle Entrate, per contrastare l’evasione fiscale. Un’ingerenza bella e buona nella privacy dei cittadini in nome però della lotta all’evasione fiscale.

Controllo conti correnti nella manovra salva Italia

E’ stata la manovra salva Italia, approvata a dicembre dal Governo Monti, a introdurre l’obbligo per gli istituti di credito di inviare una comunicazione periodica relativa ai conti correnti e in particolare di tutti i movimenti fiscali dei contribuenti. Una norma che si inserisce nel solco dei controlli fiscali da effettuarsi mediante le comunicazioni all’anagrafe tributaria, il cervellone del Fisco.

Controllo conti correnti: chi lo effettua

Banche, Poste Italiane, intermediari e operatori finanziari, SGR, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio sono i soggetti chiamati ad effettuare tali controlli fiscali sui conti correnti dei contribuenti e inviare comunicazioni periodiche all’anagrafe tributaria.

Controllo conti correnti: quali sono le operazioni sospette

In particolare le operazioni soggette a controlli fiscali sono quelle relative a conti correnti, conti deposito (titoli, obbligazioni, risparmio), gestioni collettive, gestioni patrimoniali, certificati di deposito e buoni fruttiferi, carte di credito e di debito. Sono escluse le operazioni tramite bollettino postale di importo unitario inferiore a 1.500 euro.

L’entrata in vigore della norma introdotta dalla manovra salva Italia sul controllo conti correnti, quindi l’abolizione del segreto bancario in Italia, è stata subordinata però ad un parere del Garante Privacy sullo schema attuativo della misura, messo a punto dall’Agenzia delle Entrate. La prima bozza è stata rimandata indietro lo scorso aprile,  con la richiesta di ulteriori tutele per la sicurezza e riservatezza dei dati. La seconda ha avuto invece esito positivo soprattutto nella parte riguardante i controlli fiscali e sull’obbligo annuale di effettuare le comunicazioni all’anagrafe tributaria.

Obbligo di comunicazione che per quest’anno parte domani, 31 ottobre 2012, ma dal prossimo ano, avverrà entro il 31 marzo.

Controllo conti correnti: il fine ultimo

A prescindere dall’indebita ingerenza nella vista “fiscale” dei cittadini, lo scopo dichiarato del controllo conti correnti introdotto dalla manovra salva Italia è quello di contrastare l’evasione fiscale. Le informazioni derivanti dai controlli fiscali saranno infatti usate per  indagini finanziarie di Agenzia Entrate e Guardia di Finanza, e per le altre finalità previste dall’articolo 7 del Dpr 605/73, come le richieste degli uffici IVA e degli uffici delle imposte, previa autorizzazione dell’Agenzia o della GdF e comunicazione al soggetto interessato, le attività di riscossione mediante ruolo e accertamenti o indagini nell’ambito di procedimenti penali. Tutti questi dati saranno elaborati così dal cervellone del Fisco che potrà anche confrontarli con quelli contenuti nella dichiarazione dei redditi e con le capacità di spesa dei contribuenti, facendo così emergere eventuali discrepanze tra il reddito dichiarato e quanto denaro transita invece – in entrata e in uscita – nel conto corrente di ogni cittadino.

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Argomenti: Evasione fiscale

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