Controlli sui conti corrente a novembre: chi riceverà la lettera dell’Agenzia delle Entrate

Dai dati incrociati potrebbero emergere anomalie: sotto controllo i conti esteri

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E’ partita una nuova ondata di controlli dell’Agenzia delle Entrate sui conti corrente. Destinatari delle lettere di compliance che sono state spedite sono i titolari di conti che hanno fatto registrare transazioni e attività finanziarie all’estero nel 2017. Tutti i dettagli sono contenuti nel provvedimento dell’AdE pubblicato lo scorso 6 novembre. I controlli sono avviati sulla base dei dati trasmessi dalle Amministrazioni fiscali estere in un’ottica di scambio automatico di informazioni. Questa collaborazione è partita a gennaio 2016 e ora darà i primi frutti in un’ottica di lotta all’evasione fiscale.

Se dalle verifiche incrociate emergeranno anomalie dichiarative relative all’anno d’imposta considerato (il 2017), il contribuente sarà tenuto a fornire prove e dare spiegazioni.

Quali anomalie saranno oggetto di controlli fiscali approfonditi

Chi deve temere? Dallo scambio di informazioni potrebbero emergere diverse anomalie ma non tutte sono rilevanti in quest’ottica. C’è da dire, infatti, che esistono irregolarità meramente formali o per le quali non è previsto alcun obbligo di dichiarazione. Le misure contenute nel provvedimento servono proprio ad escludere queste anomalie non rilevanti. Quello a cui l’Agenzia punta con questa nuova ondata di controlli sui conti è stanare i furbetti smascherando i casi più eclatanti di omessa dichiarazione. Il tutto, in questo caso, per irregolarità sui conti esteri.

Cosa succede se ci sono irregolarità sui conti esteri

Nel caso in cui i dati mostrino anomalie, la comunicazione al contribuente sarà disponibile accedendo al cassetto fiscale. Il contribuente troverà tutti i dati, ovvero:

 

  • dati soggettivi personali: codice fiscale, cognome e nome del contribuente;
  • numero che identifica la comunicazione e anno d’imposta;
  • codice atto;
  • descrizione dell’anomalia riscontrata (può riferirsi agli obblighi di monitoraggio fiscale e/o l’indicazione degli imponibili nel quadro dedicato ai redditi di fonte estera);
  • possibilità per il destinatario di controllare personalmente i dati di fonte estera che lo interessano, accedendo alla sezione “l’Agenzia scrive” del proprio Cassetto fiscale;
  • istruzioni (contenute in uno specifico allegato) in merito agli adempimenti necessari per mettere in regola la propria posizione, usufruendo dello strumento del cd ravvedimento operoso;
  • invito a fornire chiarimenti e comprovante documentazione, in primis mediante il canale di assistenza CIVIS, nel caso in cui il contribuente riscontri inesattezze nelle informazioni pervenute dalle Amministrazioni estere o abbia già eventualmente provveduto ad assolvere gli obblighi dichiarativi per il tramite di un intermediario residente;
  • indicazioni per richiedere informazioni aggiuntive, contattando la Direzione Provinciale competente, preferibilmente mediante PEC, email o telefono, e, per tutta la durata della pandemia Covid, recandosi negli uffici fisicamente esclusivamente nei casi indispensabili e dopo averne verificato, previa consulenza per telefono, l’effettiva necessità.

Che cosa rischia chi non supera con successo i controlli

I dati dei conti correnti non dichiarati saranno messi a disposizione della Guardia di Finanza, che avrà facoltà di accesso alle informazioni sullo Stato estero che ha condiviso i dati, l’istituto di credito in cui è stato aperto il conto, il numero identificativo così come anche il saldo e la valuta dello stesso.

Inoltre, la Guardia di Finanza avrà potere di verificare gli importi dei pagamenti accreditati sul conto a titolo di dividendi, interessi, proventi lordi o altro, nonché la valuta in cui sono esplicitati.

Ai contribuenti destinatari della lettera di compliance dell’Agenzia delle Entrate viene concessa la possibilità di mettersi in regola presentando una dichiarazione dei redditi integrativa, previo versamento delle maggiori imposte dovute.

Per le sanzioni resta il diritto al ravvedimento operoso, che garantisce una riduzione della somma dovuta in proporzione ai tempi impiegati per la regolarizzazione.

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