Contro evasione fiscale ci si affida a casback e lotteria scontrini

Servirà veramente il cashback e la lotteria degli scontrini per combattere l’evasione fiscale? Ecco come stanno veramente le cose.

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Servirà veramente il cashback e la lotteria degli scontrini per combattere l’evasione fiscale? Ecco come stanno veramente le cose.

Cashback, lotteria degli scontrini, moneta elettronica, ecc. non aiuteranno a combattere l’evasione fiscale. Sono solo strumenti di propaganda messi in piedi dalle banche per generare commissioni e far spender ei consumatori.

L’evasione fiscale si genera altrove e le misure (blande) messe in campo dal governo Conte non serviranno ad abbatterne gli effetti sui conti pubblici. Questo perché le attività nelle quali è maggiore l’evasione sono quelle della fornitura diretta di servizi alle famiglie. Operazioni sulle quali grava un pesante carico fiscale sia diretto che indiretto (Irpef, contributi e Iva).

Contrasto evasione fiscale non funziona

L’ultima relazione del Parlamento Europeo evidenzia come l’Italia detenga stabilmente il record di evasione fiscale. Un volume di quattrini sottratti a imposizione fiscale che ammonta a 190,9 miliardi all’anno. Dietro c’è la Germania con 125 miliardi e poi la Francia con 118. Dice Domenico Proietti, segretario confederale della Uil:

da anni, autorevoli istituzioni dello Stato certificano l’enorme evasione fiscale del nostro Paese. Da ultimo Bankitalia ha affermato che sono stati evasi 38 miliardi di Irpef nel 2018, prevalentemente da parte del lavoro autonomo.

Se le più importanti istituzioni del Paese fanno queste affermazioni, è evidente che l’attività di contrasto all’evasione non funzioni. Per questo, la Uil ritiene necessario realizzare una svolta politica per combattere il male assoluto della società italiana, rappresentato dall’evasione“.

Serve una Authority

Secondo la Uil l’auspicata riforma del fisco deve partire dal contrasto efficace di questo fenomeno, altrimenti rischia di essere velleitaria ed iniqua. Occorre istituire un’authority nazionale anti-evasione, rendere automatico l’incrocio delle banche dati di tutte le amministrazioni pubbliche. Ma anche estendere la ritenuta alla fonte anche per i redditi da lavoro autonomo, incrementare il numero dei controlli, ampliare il contrasto di interessi per i servizi alle famiglie.

Sono questi gli interventi da realizzare, in caso contrario, le periodiche certificazioni dell’evasione fiscale, da parte degli enti pubblici, finiscono con l’unire la beffa al danno subito dai contribuenti onesti.

Cashback, detrazioni e lotteria scontrini

Il cashback, benché ampiamente strombazzato dal governo come un successo, non aiuterà a combattere l’evasione fiscale. Per ottenere i rimborsi occorre fare almeno 50 operazioni con bancomat o carta di credito nel semestre per avere un bonifico massimo di 150 euro sul conto corrente su una spesa di almeno 1.500 euro semestrali. Con 100 operazioni e 3 mila euro spesi si può arrivare a 300 euro annuali. Il rimborso massimo per transazione sarà di 15 euro e le spese online non concorrono al cashback.

In definitiva, però, il sistema di pagamento elettronico era già previsto dal sistema. E’ solo stato incentivato dal governo per fare in modo che i consumatori non si rivolgessero unicamente allo shopping online. E per far guadagnare le banche con le commissioni sulla moneta elettronica.

Per non parlare della lotteria degli scontrini che sembra faticare molto a decollare.

Dove si annida l’evasione fiscale 

Dove invece si annida maggiormente l’evasione Irpef e Iva? In Italia ci sono più di 25 milioni di famiglie che comprano una serie di servizi e lavori per la casa. Aiuti domestici, riparazioni e così via, dove c’è un rapporto diretto senza intermediazioni tra famiglia e fornitore finale.

Questi fornitori sono, oltre ai lavoratori autonomi regolari, un plotone di irregolari, doppio-lavoristi, assistiti da ammortizzatori sociali, disoccupati, clandestini e altri, stimati in circa 4 milioni di “sommersi”.

Tutti lavoratori in nero che sicuramente non si doteranno mai di un Pos per richiedere il pagamento di una prestazione occasionale. Stessa cosa dicasi anche per le imprese edili che devono eseguire piccoli lavoro a domicilio. Poiché il sistema delle detrazioni prevede il rimborso Irpef in 10 rate annuali, si preferisce quasi sempre contrattare il lavoro senza fattura e ottenere uno sconto immediato dalla ditta.

E conviene a entrambi.

Il fornitore non paga tasse, Iva, contributi sociali e vive a carico di coloro che le tasse le pagano. Mentre il committente con i soldi risparmiati compra qualcosa in più per i bambini e per la casa.

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