Contributo solidarietà pensioni e dipendenti pubblici: chiarimenti Ministero

Il nuovo prelievo al 3% si applica solo sui redditi ulteriori da quelli interessati dai precedenti contributi. Alcuni aspetti controversi che chiarisce il Ministero

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Il nuovo prelievo al 3% si applica solo sui redditi ulteriori da quelli interessati dai  precedenti contributi. Alcuni aspetti controversi che chiarisce il Ministero

IL CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ RIGUARDA LE PENSIONI D’ORO MA ANCHE I DIPENDENTI PUBBLICI E PRIVATI

Già la manovra bis, il Dl 138/11 convertito in legge n. 148 del 2011, ha introdotto il cosiddetto contributo di solidarietà, un prelievo del 3% sulla quota di reddito  che supera i 300mila euro.

Il 21 novembre scorso, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha chiarito con un apposito decreto alcuni aspetti significativi in merito all’applicazione di questo prelievo al 3%, introdotto al fine di recuperare maggiori entrate che dovrebbero aiutare lo Stato  a far cassa e risanare, almeno nei migliori auspici, il deficit pubblico.

Ma non c’è solo il contributo di solidarietà al 3% sulla quota eccedente i 300mila euro. In precedenza e non troppo lontano nel tempo, quest’estate era stato introdotto quello che comunemente è definito come il ticket sulle pensioni d’oro, con la legge n. 111 del 2011 e ancora prima, il prelievo per i dipendenti pubblici,anche coloro che ricoprono incarichi dirigenziali, introdotto nel 2010 con la legge n. 122. Il provvedimento emanato dal dicastero dell’economia ha il merito con pochi articoli, solo due, di chiarire alcuni aspetti che fin da subito sono apparsi di difficile interpretazione, soprattutto il concorso tra il prelievo al 3% con il ticket sulle pensioni e sui redditi da lavoro dipendente. (Contributo solidarietà dipendenti: iniziano i prelievi)

 

PRELIEVO SOLIDARIETA’ LEGGE 148 2011: ENTRATA IN VIGORE

Il contributo di solidarietà introdotto dalla più recente legge n. 148 del 2011, la seconda manovra economica in ordine tempo introdotta dal governo Berlusconi per fronteggiare la crisi economica, viene a qualificarsi come un prelievo sui redditi superiori a 300mila euro lordi annui, di importo pari al 3% da applicarsi però  sulla quota che risulti eccedente il limite dei 300mila euro lordi annui. Il reddito su cui si applica il prelievo al 3% è il reddito complessivo, così definito dall’articolo 8 del Tuir. Questa è una delle prime specificazioni che giungono con il decreto del  Ministero dell’Economia e delle Finanze, in merito all’individuazione delle modalità tecniche di attuazione.

Ma quando entra in vigore il prelievo in oggetto? Lo chiarisce sempre il decreto stabilendo la  decorrenza dal 1° gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2013.

E’ questo l’arco temporale in cui  qualora il reddito complessivo cui all’articolo 8 del Tuir, sia superiore a 300mila euro, è dovuto il prelievo al 3% sulla parte di reddito che eccede il predetto importo di 300mila euro.

Fondamentale appare delineare i contorni e le linee di confine tra questo prelievo con gli altri due introdotti dal governo in precedenza, che vanno a colpire uno i pensionati cosiddetti d’oro, quelli il cui trattamento pensionistico sfiora anche i 150mila euro annui e l’altro i dipendenti pubblici, anche coloro che ricoprono incarichi dirigenziali, con redditi compresi tra 90mila e 150 mila, ma anche ben oltre, euro annui. Su di essi, importanti sono le precisazioni avute proprio con il decreto del dicastero dell’economia e delle finanze dello scorso 21 novembre.

 

PRELIEVO SOLIDARIETA’ PENSIONI E DIPENDENTI PUBBLICI

Ma cosa prevedono questi due prelievi precedenti? In primo luogo, il contributo indicato dalla legge n. 122/2010 riguarda i dipendenti pubblici,  ove il prelievo è del 5% sui redditi compresi tra 90mila e 150 mila euro, aumentato al 10% per i redditi superiori invece a 150mila euro. Il contributo previsto dalla legge n. 111/2011, il cosiddetto prelievo sulle pensioni d’oro, è invece un contributo di perequazione al 5% su pensioni tra 90mila e 150mila euro, aumentato al 10% sulle pensioni che invece superino i 150mila euro.

Il Ministero ha precisato che onde evitare l’applicazione di un doppio prelievo (contributo di solidarietà-ticket pensioni d’oro ovvero contributo di solidarietà- contributo per dipendenti pubblici), sui redditi pubblici e sui trattamenti pensionistici, già sottoposti alla sforbiciata netta del 5 o 10%, a seconda del reddito o trattamento pensionistico, non si prevede il contributo del 3%. Ma occorre una precisazione: il contributo di solidarietà in questione si applica solo sui redditi diversi e ulteriori da quelli già sottoposti dal primo contributo (quello per i dipendenti pubblici o quello per i pensionati d’oro).

 

CONTRIBUTO SOLIDARIETA’ DEDUCIBILE: LA PRECISAZIONE DEL MINISTERO

Il decreto del ministero dell’economia e delle finanze fornisce un’ulteriore precisazione per cui ai fini della determinazione dell’Irpef, il contributo di solidarietà è deducibile dal reddito complessivo prodotto nello stesso periodo di imposta  a cui si riferisce il prelievo al 3 per cento.

Quindi, si prevede che il prelievo al 3% introdotto dalla manovra di ferragosto, sia deducibile ai fini Irpef e questa deducibilità viene determinata sulla base del reddito complessivo che il soggetto interessato produce nello stesso periodo a cui si riferisce il prelievo al 3%.

 

VERSAMENTO CONTRIBUTO SOLIDARIETA’ ASSIEME AL SALDO IRPEF

Il secondo articolo del decreto stabilisce anche le modalità con cui determinare e versare il  contributo. In particolare, viene specificato che detto prelievo al 3% sulla quota di reddito eccedente i 300mila euro  lordi annui, debba essere determinato in sede di dichiarazione dei redditi, e viene versato, in un’unica soluzione, insieme al saldo dell’imposta Irpef.

 

SOSTITUTI D’IMPOSTA

In riferimento ai redditi da lavoro dipendente e a quelli assimilati, il prelievo al 3% sulla quota eccedente i 300mila euro lordi annui di redditi, deve essere determinato dai sostituti di imposta già in questo mese di dicembre, quando vengono effettuate le operazioni di conguaglio di fine anno. Cosa fanno i sostituti di imposta? In pratica essi trattengono in un’unica soluzione il prelievo al 3%, quando effettuato i conguagli di fine anno e lo versano nei termini e nelle modalità ordinarie del versamento delle ritenute.

Ai fini della determinazione dell’imposta sul reddito sulle persone fisiche, l’Irpef, che è dovuta sui redditi oggetto delle operazioni di conguaglio di fine anno, il sostituto d’imposta ha il compito di riconoscere la deduzione dell’importo trattenuto a titolo di contributo di solidarietà.

 

PER APPROFONDIRE L’ARGOMENTO CONTRIBUTO DI SOLIDARIETA’ SI LEGGA ANCHE:

Proroga accertamento da condono e contributo solidarietà: le ombre della manovra

Manovra anticrisi 2011: su pensioni e contributo solidarietà sono ancora polemiche

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