Contributo a fondo perduto del comune e del decreto Rilancio: trattamento fiscale a confronto

Il contributo a fondo perduto straordinario erogato dal comune è soggetto alla ritenuta d’acconto oppure non ha alcuna rilevanza fiscale?

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L’Agenzia delle Entrate ha messo a confronto il trattamento fiscale riservato al contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto Rilancio e quello riservato ai contributi a fondo perduto erogati dagli enti locali (comuni, province e regioni).

Lo ha fatto trattando un’istanza di interpello presentata da un Comune italiano, il quale chiedeva se il contributo che questi eroga, quale intervento di carattere straordinario e sociale, secondo i fini istituzionali e umanitari cui è preposto, in favore delle attività imprenditoriali del territorio, sia o meno da assoggettare a ritenuta d’acconto del 4%.

Trattamento fiscale del contributo a fondo perduto di cui al decreto Rilancio

Il contributo a fondo perduto di cui all’art. 25 del decreto Rilancio è stato previsto dal nostro legislatore “al fine di sostenere i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica Covid-19”.

Per ottenerlo, coloro aventi i requisiti, potevano presentare domanda all’Agenzia delle Entrate entro il 13 agosto 2020 (o 24 agosto 2020 se l’istanza era presentata dagli eredi). L’Amministrazione finanziaria, verificati i requisiti, accredita il contributo direttamente sul conto corrente del beneficiario.

In merito al trattamento fiscale, per espressa disposizione del comma 7 del richiamato art. 25, il contributo a fondo perduto in esame “non concorre alla formazione della base imponibile, ai fini IRES ed IRAP”. Conseguenza di ciò, è che non è soggetto alla ritenuta d’acconto del 4%.

Contributo a fondo perduto del comune: c’è ritenuta d’acconto?

Con riferimento al contributo a fondo perduto erogato da Comune, nella Risposta n. 494/E del 21 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate richiama quanto stabiliste l’art. 28 del DPR n. 600 del 1973, ai sensi del quale

“Le regioni, le provincie, i comuni, gli altri enti pubblici e privati devono operare una ritenuta del quattro per cento a titolo di acconto delle imposte indicate nel comma precedente e con obbligo di rivalsa sull’ammontare dei contributi corrisposti ad imprese, esclusi quelli per l’acquisto di beni strumentali”.

Dunque, mentre per il contributo di cui al decreto Rilancio, espressamente è prevista la non rilevanza fiscale, la stessa cosa, invece, non è stabilita per i contributi del comune. Pertanto, conclude l’Amministrazione, quest’ultimo deve essere assoggettato, come previsto dalla specifica norma, alla ritenuta d’acconto del 4%.

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