La guida turistica non è impresa: niente contributo a fondo perduto covid-19

Il contributo a fondo perduto previsto per le imprese operanti nei centri storici non può essere riconosciuto alle guide turistiche.

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Contributo a fondo perduto: il credito d'imposta non si cede

Alla guida turistica non spetta il contributo a fondo perduto istituito dal decreto “Agosto” in favore degli esercenti attività d’impresa. L’attività svolta rientra tra attività di lavoratore autonomo. Laddove il contributo sia stato comunque richiesto, è possibile regolarizzare la propria posizione restituendo il contributo e le sanzioni ridotte in ravvedimento operoso.

Si è espressa in tal senso l’Agenzia delle entrate con la risposta n° 264 del 19 aprile 2021.

Il contributo a fondo perduto per i centri storici

L’art.59 del D.L. 104/2020, decreto Agosto, ha introdotto un contributo a fondo perduto per le imprese esercitate nei centri storici.

Nello specifico, il decreto citato riconosce un contributo a fondo perduto  ai soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana.

Il riferimento è ai c.d centri storici.

Tali comuni devono aver registrato presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri:

  • per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;
  • per i comuni capoluogo di città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni.

Rilevano i dati dell’ultima rilevazione resa disponibile da parte delle amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione di dati statistici.

I requisiti da rispettare per accedere al contributo a fondo perduto

Affinché possa essere ottenuto il contributo a fondo perduto, è necessario che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019.

Detto ciò, il contributo a fondo perduto spettante è così determinato:

  • 15 per cento per i soggetti con ricavi o compensi 2019 non superiori a 400.000 euro;
  • 10 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a un milione di euro;
  • 5 per cento per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro.

Ad ogni modo, il contributo spettante non può essere inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Detti importi minimi sono altresì riconosciuti ai soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° luglio 2019 nelle zone A dei comuni sopra indicati. In ogni caso, l’ammontare del contributo a fondo perduto non può essere superiore a 150.000 euro.

Con il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate 352471/2020 del 12 novembre 2020 sono stati definiti: il contenuto informativo e le modalità ed i termini di presentazione dell’istanza per il riconoscimento del contributo centri storici.

La risposta n°264 del 19 aprile 2021

Proprio sul contributo a fondo perduto previsto per i centri storici si è soffermata l’Agenzia delle entrate con la risposta n° 264 del 19 aprile.

La risposta prende spunto da apposita istanza di interpello presentata da un soggetto che esercita l’attività di guida turistica.

La questione posta all’attenzione dell’Agenzia delle entrate riguarda il corretto inquadramento civilistico dell’attività svolta dall’istante, attività d’impresa o di lavoro autonomo?

In base a quanto detto sopra, sono destinatarie del contributo a fondo perduto le imprese con vendita di beni e servizi al pubblico svolte nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana.

Secondo l’istante, ai fini della classificazione della sua attività quale impresa o lavoro autonomo, deve essere presa in considerazione la normativa europea. Nella Guida alla definizione di PMI della Commissione Europea è specificato che:

il fattore determinante è l’attività economica e non la forma giuridica. In pratica, ciò significa che possono essere considerate imprese i lavoratori autonomi, le imprese familiari, le società di persone e le associazioni o altre entità che esercitano regolarmente un’attività economica.

Sulla base di tale richiamo, l’istante ritiene di poter usufruire del contributo a fondo perduto del D.L. Agosto.

Il parere dell’Agenzia delle entrate

L’Agenzia delle entrate blocca fin da subito il richiamo alla disciplina europea. A suo dire, ai fini della corretta applicazione delle norme nazionale si deve far riferimento  alle definizioni contenute nel codice civile ai fini civilistici e nel Testo unico delle imposte sui redditi, TUIR.

Da qui, se la disposizione nazionale riguarda l’attività di impresa: si considera l’articolo 2082 cc (è imprenditore chi esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o servizi); se la disposizione richiama gli esercenti di lavoro autonomo, si tiene conto dell’articolo 2222 cc  ossia è lavoratore autonomo colui che si obbliga a compiere verso un corrispettivo un’opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente.

L’attività svolta dall’istante  si concretizza in prestazioni di carattere intellettuale o tecnico che non danno luogo ad alcuna organizzazione imprenditoriale e i relativi compensi rappresentano prestazioni professionali. Svolte senza alcun vincolo di subordinazione e non riconducibili nella sfera delle attività commerciali o ausiliarie delle stesse (risoluzione 148/1974).

Conclusioni

Sulla base di quanto detto finora e considerato che i professionisti sono esclusi dal contributo a fondo perduto lo stesso non spetta alla guida turistica, trattandosi di un lavoratore autonomo.

Ad ogni modo, laddove il contributo sia stato comunque richiesto e ottenuto, è possibile provvedere alla sua restituzione pagando le sanzioni in ravvedimento operoso.

Nello specifico, il contribuente dovrà versare:

La restituzione deve avvenire in F24 Elide.

Utilizzando il segui codici tributo (Risoluzione, Agenzia delle entrate, n°37/e 2020):

  • “8077” denominato “Contributo a fondo perduto – Restituzione spontanea – CAPITALE – art. 25 decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”;
  • “8078” denominato “Contributo a fondo perduto – Restituzione spontanea – INTERESSI – art. 25 decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”;
  • “8079” denominato “Contributo a fondo perduto – Restituzione spontanea – SANZIONE – art. 25 decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34”.

Nella risposta in esame, l’Agenzia delle entrate ha ricordato che a favore degli operatori del settore turistico, il decreto “Rilancio” ha istituito uno specifico fondo per l’assegnazione, da parte del Mibact, di specifiche risorse.

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