Contributo a fondo perduto catering: requisiti, importo e domanda

Al via il contributo a fondo perduto catering. Possono fare domanda le imprese di ristorazione che rispettano determinati requisiti

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Contributo a fondo perduto catering: requisiti, importo e domanda

C’è il decreto attuativo per il contributo a fondo perduto ristorazione collettiva, mense e catering. Si tratta del decreto MISE, di concerto con il MEF, del 17 dicembre 2021. Si dovrà ora attendere un apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate per definire termini e modalità di domanda.

Contributo a fondo perduto ristorazione: requisito fatturato e beneficiari

Le risorse stanziate per il contributo a fondo perduto catering sono di 100 milioni di euro. L’impresa richiedente il beneficio potrà avere un importo massimo di 10.000 euro.

Si ha diritto a fare richiesta solo se rispettato il solito requisito del calo di fatturato. In dettaglio è indispensabile che nel 2020 sia verificata una riduzione del fatturato non inferiore al 15% rispetto al fatturato del 2019.

Ammesse al contributo sono le imprese che svolgono servizi di ristorazione non occasionale di una comunità, definiti da un contratto con un committente pubblico o privato. Quindi, i tratta di imprese di ristorazione per

  • Scuole
  • Uffici
  • Università
  • Caserme
  • Strutture ospedaliere, assistenziali, socio-sanitarie e detentive.

Gli altri requisiti per la domanda

Il riconoscimento del contributo a fondo perduto catering non sarà automatico. Occorrerà presentare apposita domanda telematica (direttamente o tramite intermediario) secondo i termini e le modalità che dovranno essere ancora definite da provvedimento delle Entrate.

La somma spettante sarà accreditata direttamente in conto corrente.

Oltre il requisito del fatturato, ai fini dell’agevolazione è altresì necessario:

  • essere un’impresa regolarmente iscritta e attiva nel Registro delle imprese
  • avere sede legale o operativa nel nostro Paese
  • almeno il 50% dei ricavi riferiti all’anno d’imposta 2019 deve provenire da contratti con committenti pubblici o privati
  • non trovarsi in stato di liquidazione o in altre procedure concorsuali
  • non trovarsi in difficoltà al 31 dicembre 2019 (tranne che trattasi di microimprese che non hanno già ricevuto aiuti).

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