Contributi per la pensione per i disoccupati che cercano lavoro attivamente: li copre lo Stato?

La riforma pensioni oggi non passa (tanto) per la flessibilità in uscita. La (vera) rivoluzione sarebbe riconoscere contributi per l'accesso alla pensione ai disoccupati che si impegnano in modo attivo nella ricerca di un lavoro. Parola di Elsa Fornero

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La riforma pensioni oggi non passa (tanto) per la flessibilità in uscita. La (vera) rivoluzione sarebbe riconoscere contributi per l'accesso alla pensione ai disoccupati che si impegnano in modo attivo nella ricerca di un lavoro. Parola di Elsa Fornero

La riforma pensioni oggi non passa (tanto) per la flessibilità in uscita. La (vera) rivoluzione sarebbe riconoscere contributi per l’accesso alla pensione ai disoccupati che si impegnano in modo attivo nella ricerca di un lavoro. Parola di Elsa Fornero, autrice di quella che molti hanno ricordato come la riforma sulle pensioni più “sanguinosa” dell’ultimo cinquantennio. Ma ora che non è più al Governo evidentemente è di un altro avviso, almeno pare.

Disoccupato che cerca lavoro: i contributi possono essere coperti dallo Stato?

Si discute molto nelle ultime ore dello scenario per i “giovani” disoccupati o precari di oggi, che saranno praticamente costretti ad andare in pensione dopo i 70 anni con un assegno sufficiente appena a garantire, nella migliore delle ipotesi, la sopravvivenza. Anche la Fornero ha detto la sua in merito alla possibile ricetta per evitare questo scenario preoccupante.

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Il nodo centrale del problema, a suo avviso, sta nel fatto che il sistema contributivo per il calcolo della pensione tiene conto solo di quanto effettivamente viene accumulato durante la carriera lavorativa. Come sopperire al problema allora? “Ricorrendo al Fisco sui redditi, così che coloro che sono più ricchi paghino di più”, un sistema proporzionale che – ha sottolineato l’ex Ministro del Lavoro – è il “nostro principio costituzionale”.

In pratica lo Stato dovrebbe coprire i contributi dei periodi di disoccupazione versandoli per conto del contribuente a patto che quest’ultimo sia attivo nella ricerca del lavoro presso i centri dell’impiego (condizione che sembra ricalcare quella imposta nella fase 2 ai beneficiari del reddito di cittadinanza) e non si crogioli sul suo status di disoccupato.

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