Contributi versati in ritardo: dal 21 dicembre si pagherà l’8,5% in più

Dal 21 dicembre 2022 contributi pensione più cari per chi versa in ritardo o a rate. L’Inps aggiorna i tassi di interesse per le dilazioni al 8,5%.

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Cresce ancora il tasso di interesse per chi versa i contributi pensione in ritardo o chiede la dilazione dei pagamenti. Lo chiarisce l’Inps in una recente circolare recependo l’innalzamento del costo del denaro applicato dalla Banca Centrale Europea (Bce).

Il tasso di rifinanziamento dei depositi banacri sale al 8,5%. Un aumento che segue da vicino il rincaro dello scorso mese di ottobre che aveva portato i tassi al 8%. Una variazione che produrrà effetti su tutte le prestazioni previdenziali. In particolare per i pagamenti a debito, come i contributi per le pensioni che sono versati in ritardo dai contribuenti rispetto alla scadenza.

Interessi per contributi Inps in ritardo salgono al 8,5%

Come precisa l’Inps con la circolare n.133 del 16 dicembre 2022, è stato rivisto al rialzo il tasso di interesse a debito per i contribuenti che versano in ritardo. Il costo passa dal 8 al 8,5 per cento a partire dal 21 dicembre 2022. Un rialzo che rende più oneroso non rispettare le date di scadenza prestabilite.

Questo significa che tutti i contribuenti che richiedono un piano rateale di pagamento dei contributi nei confronti dell’Inps dovranno mettere in conto maggiori oneri finanziari. Ma questo vale solo per le nuove richieste di dilazione. I piani di ammortamento vecchi, già emessi e notificati in base al vecchio tasso di interesse, non subiranno modifiche.

La variazione percentuale, quindi, vale solo in caso di nuove autorizzazioni Inps al differimento del termine di versamento dei contributi. Il nuovo tasso annuo è pari al 8,5% ed è applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di dicembre 2022.

Le sanzioni civili

La decisione della BCE, che ha disposto l’innalzamento del tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento, comporta anche la variazione delle tariffe delle sanzioni civili.

Nel caso di mancato o ritardato pagamento di contributi la sanzione civile sale dal mese di dicembre al 8% in ragione d’anno.

Nelle ipotesi di procedure concorsuali, le sanzioni ridotte vengono calcolate nella misura del Tur (tasso ufficiale di riferimento), oggi tasso d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema.

In caso di evasione contributiva, resta ferma la misura della sanzione civile già prevista dalla legge. Pari al 30 per cento nel limite del 60 per cento dell’importo dei contributi o dei premi non corrisposti entro la scadenza prevista.

Nelle procedure concorsuali – spiega l’Inps – la misura delle sanzioni civili è pari agli interessi legali (1,25%) perché il tasso appena comunicato (8%) è inferiore all’interesse legale in vigore dal 1° gennaio 2022. Nel caso di evasione contributiva, tuttavia, il predetto tasso è pari al 4,50%. Nel caso di omissione contributiva è del 2,50%.

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