Contributi a fondo perduto per abbigliamento e accessori made in Italy

Il decreto Rilancio prevede contributi a fondo perduto per l’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale ed in particolare per le start-up

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Il decreto Rilancio prevede contributi a fondo perduto per l’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale ed in particolare per le start-up

Con una spesa autorizzata di 5 milioni di euro per l’anno 2020, il legislatore, inserendo l’art. 38-bis in fase di conversione in legge del decreto Rilancio (decreto-legge n. 34 del 2019), istituisce contributi a fondo perduto al fine di sostenere l’industria del settore tessile.

Il beneficio è pari al 50% delle spese ammissibili e ad oggi è dato conoscere solo i settori interessati poiché si rimanda ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, la definizione delle misure attuative. Inoltre, si subordina l’efficacia della misura in esame all’autorizzazione della Commissione europea, ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del TFUE.

Contributo a fondo perduto settore tessile: settori interessati

La finalità della norma, come si evince dal dossier al decreto Rilancio, è quella di sostenere, in conseguenza della battuta d’arresto causata dall’epidemia Covid-19, l’industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle startup che investono nel design e nella creazione; promuovere giovani talenti nel settore del tessile, nella moda e degli accessori che valorizzano prodotti del Made in Italy di alto contenuto artistico e creativo.

Il decreto del MISE, dovrà definire, ora i criteri di presentazione delle domande ed i criteri di valutazione, oltre che i requisiti da rispettare; le modalità di erogazione e di eventuale restituzione (insieme a sanzioni ed interessi) laddove il contributo sia stato percepito indebitamente.

Il comma 4 dell’art. 38-bis stabilisce poi che alla copertura degli oneri finanziari si provvede mediante riduzione di 5 milioni di euro per il 2020 del Fondo per le esigenze indifferibili, come rifinanziato dall’articolo 265, comma 5, del medesimo decreto Rilancio.

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