Contratto a termine 2018, da 36 a 24 mesi: aumenteranno le assunzioni o i disoccupati?

Contratto a termine 2018: scende da 36 a 24 mesi. Porterà ad un aumento delle assunzioni stabili o rischia di avere l'effetto contrario?

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Contratto a termine 2018: scende da 36 a 24 mesi. Porterà ad un aumento delle assunzioni stabili o rischia di avere l'effetto contrario?

Il contratto a termine dal 2018 non potrà durare più di 24 mesi, non più 36 come attualmente previsto. Nelle intenzioni della Legge di Bilancio ridurre la durata massima del contratto a termine nel 2018 limitandola quindi di altri 12 mesi servirebbe quindi ad incentivare ulteriormente le assunzioni ma Confindustria teme l’effetto contrario e a farne le spese potrebbero essere i lavoratori con il contratto in scadenza tanto che lo stesso Poletti ha consigliato di analizzare le possibili ripercussioni della modifica voluta dal Pd sul mercato del lavoro.

Se i contratti a termine durano meno i datori saranno incentivi ad assumere a tempo indeterminato?

La logica alla base della riduzione della durata dei contratti a tempo determinato è che i datori dovrebbero essere maggiormente propensi ad assumere in pianta stabile. Ma non mancano le perplessità a questa proposta che potrebbe avere conseguenze inaspettate ed effetti contraddittori. Il Presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, l’ha definita una perdita di tempo poco incisiva. Non solo: a farne le spese nella “fase transitoria”potrebbero essere i lavoratori già assunti con contratto a termine prossimo alla scadenza. Potrebbero trovarsi senza lavoro prima del previsto col risultato paradossale che la misura volta a spingere le assunzioni aumenti invece alla fine il numero di disoccupati.

Per dare nuovo impulso al mercato del lavoro sarebbe invece necessario, continua, intervenire sul cuneo fiscale delle imprese e pensare ad “un grande piano choc per l’inclusione dei giovani”. Solo in questo modo si potrebbero vedere dei risultati effettivi. Va detto, per dovere di cronaca e completezza, che le politiche attuate fino ad ora hanno dato qualche risultato perché rispetto agli anni precedenti qualcosa si è mosso in termini di assunzioni a tempo indeterminato.

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