Contratto di locazione con cedolare secca: sanatoria per mancato invio della raccomandata

Registrazione con cedolare secca: l'invio della raccomandata e possibile sanatoria. Quando è possibile

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Registrazione con cedolare secca: l'invio della raccomandata e possibile sanatoria. Quando è possibile

La registrazione del contratto di locazione con cedolare secca presuppone l’invio di una raccomandata all’inquilino in cui si specifica la scelta per il regime fiscale di cui sopra. Questa decisione deve risultare anche dal contratto ad uso abitativo: tra le clausole infatti deve essere esplicitata la rinuncia all’aggiornamento del canone per tutta la durata del contratto, anche rispetto ai dati Istat. Non solo: la normativa sui contratti di locazione richiede anche l’invio di una raccomandata indirizzata al conduttore in cui il locatore conferma l’opzione della cedolare secca (nel contratto si precisa di aver assolto a questo onere prima della richiesta di registrazione del contratto).

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Mancato invio della raccomandata: annulla la cedolare secca?

La pena in caso di mancata ottemperanza di queste condizioni è l’inefficacia dell’opzione cedolare secca.   In alcuni casi è possibile sanare queste mancanze di natura formale o ritardi mediante remissione in bonis purché sia possibile dimostrare che la volontà di optare per la cedolare fosse chiara ed inequivocabile desumibile al momento della registrazione (circolare 47/E del 2012). Questa remissione però non si estende anche al mancato invio della raccomandata. In questi casi quindi l’opzione non è esercitabile se non l’anno successivo. Per l’anno in corso quindi, qualora emerga il mancato invio della raccomandata, bisognerà applicare il regime fiscale ordinario e versare l’imposta di registro (e questa volta il mancato versamento in fase di registrazione può essere invece regolarizzato mediante ravvedimento operoso). Cedolare secca, quando conviene

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