Contratto di espansione, in arrivo nuovo maxi scivolo alla pensione

Contro i licenziamenti saranno attivati altri maxi scivoli alla pensione. I nuovi contratti di espansione saranno più flessibili e allargati.

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Contro i licenziamenti saranno attivati altri maxi scivoli alla pensione. I nuovi contratti di espansione saranno più flessibili e allargati.

Contro i licenziamenti è in arrivo il contratto di espansione allargato. Si tratta, come noto, di uno scivolo verso la pensione di 5 anni. Cosa che ha permesso finora a molti lavoratori del settore privato di lasciare il lavoro anzitempo.

Il blocco dei licenziamenti attuato dal governo per frenare l’impennata della disoccupazione rischia di rivelarsi una bomba a orologeria quando terminerà. Così nella manovra di bilancio 2021 si sta pensando di prorogare e allargare il contratto di espansione alle aziende in crisi.

Come funziona il contratto di espansione

Attualmente la normativa prevede l’insorgenza del diritto a i lavoratori che si trovino fino a 5 anni dalla pensione (di vecchiaia o anticipata) di lasciare prima il lavoro beneficiando di uno scivolo retribuito.

In sostanza, le aziende possono mandare in pensione i lavoratori più vecchi con cinque anni di anticipo a patto che ne assumano di nuovi al loro posto. La regola vale solo per le aziende con organici superiori alle 1.000 unità. Lo scopo è quello di alleggerire il peso della spesa a carico dei datori di lavoro, ma anche quello di incentivare il ricambio della forza lavoro.

Cosa che può avvenire nell’ambito di progetti di reindustrializzazione e riorganizzazione aziendale da validarsi di concerto con il Ministero del Lavoro e i sindacati. In alternativa può essere proposta la riduzione dell’orario di lavoro fino al 30%.

I costi sono in parte a carico dello Stato e in parte dal datore. L’azienda paga un incentivo all’esodo, esentasse per le prime 9 mensilità, e il lavoratore al momento dell’uscita ha diritto a percepire la Naspi per un massimo di 2 anni.

Le novità in arrivo

Quello che si intende modificare con la legge di bilancio 2021 è l’estensione della platea delle aziende.

Non più oltre i 1.000 dipendenti, ma oltre i 500 o forse anche meno. Si sta cercando la quadra intorno a questo punto che prevede ovviamente una maggiore dotazione di risorse economiche da dedicare ai contratti di espansione. Si sta valutando, poi, anche il ricorso al contratto di espansione, a prescindere dai 5 anni di distanza dalla pensione. A tal fine potrebbe essere ripristinato l’assegno di ricollocazione.

A garanzia di ciò verrebbe chiesto alle aziende che faranno ricorso ai contratti di espansione l’obbligo di presentare una fideiussione bancaria (al pari di quanto attualmente avviene per l’isopensione). Nonché il versamento mensile all’Inps della relativa provvista economica per garantire l’erogazione dell’indennizzo di accompagnamento alla pensione e la contribuzione figurativa.

Le condizioni per ottenere lo scivolo

Il contratto di espansione stipulato fra azienda, Ministero del Lavoro e organizzazioni sindacali deve contenere 4 condizioni fondamentali:

  • il numero dei lavoratori da assumere e l’indicazione dei relativi profili professionali compatibili con i piani di reindustrializzazione o riorganizzazione;
  • la programmazione temporale delle assunzioni;
  • l’indicazione della durata a tempo indeterminato dei contratti di lavoro, compreso il contratto di apprendistato professionalizzante;
  • relativamente alle professionalità in organico, la riduzione complessiva media dell’orario di lavoro e il numero dei lavoratori interessati, nonché il numero dei lavoratori che possono accedere allo scivolo pensionistico.

Requisiti contratto di espansione

Requisito indispensabile per i lavoratori sarà quello di aver maturato il diritto a conseguire la pensione di vecchiaia o anticipata con lo scivolo pensionistico. Ai lavoratori sarà quindi corrisposta un’indennità pari al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Tale indennità potrà essere erogata anche per il tramite dei fondi di solidarietà bilaterali già costituiti o in corso di costituzione.

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