Contratto a progetto 2015, novità Jobs Act

Stop al contratto a progetto, i cocopro, nel Jobs Act da marzo 2015 e novità dal 2016. Ecco cosa cambia

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Stop al contratto a progetto, i cocopro, nel Jobs Act da marzo 2015 e novità dal 2016. Ecco cosa cambia

Stop al contratto a progetto, il cocopro, con il Jobs Act di Renzi. A partire dall’entrata in vigore del decreto non potranno essere attivati nuovi contratti di collaborazione a progetto, mentre quelli già in essere potranno proseguire fino alla loro scadenza.

 Contratto a progetto nel Jobs Act: cosa succede?

Per quanto riguarda il destino dei cocopro, il Jobs Act prevede varie fasi così scandite:

  •  divieto di stipula di nuovi contratti a progetto fino al 31 dicembre 2015: ciò significa che i datori di lavoro non potranno più applicare l’intera normativa sul contratto a progetto, quindi non è possibile più stipulare nuovi contratti a progetto dopo la data di entrata in vigore del decreto
  •  riconduzione del cocopro al lavoro subordinato dal 1 gennaio 2016: da questa data si applica la disciplina del rapporto di lavoro subordinato anche ai rapporti di collaborazione che si concretino in prestazioni di lavoro esclusivamente personali, continuative, di contenuto ripetitivo e le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro.

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Cocopro 2015: quali rimangono salvi

Rimangono salvi i cocopro relativi a

  •  specifici accordi con i sindacati
  • professionisti iscritti agli ordini
  •  componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e dai partecipanti a collegi e commissioni.

  Si sottolinea da ultimo che i datori di lavoro che trasformano da subito a tempo indeterminato collaboratori a progetto o consulenze a Partita IVA, estinguono automaticamente le violazioni in materia di obblighi contributivi, assicurativi e fiscali connessi alla eventuale erronea qualificazione del rapporto di lavoro pregresso (a meno che non siano state già accertate).

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