Contratto a progetto 2012: le novità per i call center

Contratto a progetto nei call center. Su questo tema il decreto sviluppo 2012 in sede di conversione in legge, introduce una deroga per le attività di outbound

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Contratto a progetto nei call center. Su questo tema il decreto sviluppo 2012 in sede di conversione in legge, introduce una deroga per le attività di outbound
Il contratto a progetto nei call center sarà senza progetto

Contratto  a progetto rimodellato con la riforma del lavoro 2012 che trova applicazione con delle differenze per le attività di lavoro nei call center, in particolare quelle di outbound. Tutte le novità introdotte in sede di conversione del decreto sviluppo 2012.

 

 Il decreto sviluppo 2012, proprio in sede di conversione in legge, ha introdotto delle modifiche alla recentissima riforma lavoro 2012, la legge n. 92/2012. Tra queste modifiche si segnalano quelle riguardanti il contratto a progetto applicato al lavoro nei call center, per cui si prevede sì l’applicazione della disciplina del contratto  a progetto, ma con delle deroghe significative che vale la pena sottolineare.

 Contratto a progetto nella riforma del lavoro 2012

Innanzitutto è bene ricordare che in merito al contratto a progetto, la riforma lavoro 2012 del ministro Fornero ha stabilito che il contratto deve essere ricondotto esclusivamente ad un progetto specifico e non più a programmi di lavoro o fasi di esso, né può essere una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente o riguardare compiti ripetitivi o meramente esecutivi (si veda a tal proposito il nostro articolo Riforma del lavoro: le novità del contratto a progetto).

 Lavoro call center e contratto a progetto 2012

Oggigiorno uno dei lavori più diffusi, a cui si rivolgono giovani e non, laureati o diplomati, è quello nei call center. E’ stato aggiunto l’articolo 24 bis che interviene sulla disciplina del contratto a progetto, prevedendo che le novità per esso introdotte dalla riforma lavoro 2012, sui parametri cui i datori di lavoro devono attenersi per poter stipulare il contratto progetto, trovano applicazione ferma restando la disciplina degli agenti e rappresentanti di commercio, nonché le attività di vendita diretta di beni e servizi realizzate attraverso call center  outbound, ossia per intenderci le chiamate fatte dai centralini all’estero che si differenziano dall’inbound perché le chiamate esterne giungono ai centralini. Ciò significa in sostanza che per le attività di call center outbound,  il ricorso ai contratti a progetto è consentito sulla base del corrispettivo definito dalla contrattazione collettiva nazionale di riferimento, il CCNL, e non deve essere realizzato con l’indicazione di un progetto specifico come previsto ora per il contratto a progetto rimodellato dalla legge n. 92/2012, entrata in vigore lo scorso 18 luglio. Una deroga che aiuta a sopravvivere un settore superinflazionato, ma dall’altra parte pesa sui lavoratori che sempre più sono “costretti” a ripiegare su questa tipologia lavorativa, che non sempre offre prospettive di guadagno rapportate alla quantità e qualità di lavoro svolto e alle competenze professionali possedute.

Le altre novità per i call center

Ma le novità sul lavoro nei call center non terminano qua. Per le attività di lavoro svolte  dai call center con almeno 20 dipendenti, si prevede  l’obbligo, per le aziende che spostano l’attività fuori del territorio nazionale, di comunicare tale spostamento al Ministero del lavoro almeno 120 giorni prima del trasferimento stesso, individuando i lavoratori coinvolti, nonché all’Autorità garante della privacy, indicando le misure adottate ai fini del rispetto della legislazione nazionale. Analoga informativa deve essere fornita anche dalle aziende che operino già oggi su paesi esteri. Altra novità è l’introduzione del divieto di erogazione di specifici benefici ed incentivi alle aziende che delocalizzano le attività nei paesi esteri, nonché l’obbligo di informare preliminarmente il cittadino che chiama o viene contattato da un call center sul paese estero in cui l’operatore che parla sia fisicamente collocato. Se non vengono osservare queste disposizioni, si prevede il pagamento di una sanzione pecuniaria di importo pari a 10.000 euro per ogni giorno di violazione.

 

Sul contratto  a progetto nella riforma del lavoro 2012 si veda anche:

Contratto a progetto: come cambierà con la riforma del lavoro

Riforma del lavoro: le novità del contratto a progetto

 

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Contratto a progetto nei call center

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Lavoro call center