Contratto a chiamata 2012: le novità della riforma Fornero

Contratto a chiamata stipulato prima della riforma deve cessare entro il 18 luglio 2013. Altrimenti sanzioni assicurate

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Contratto a chiamata stipulato prima della riforma deve cessare entro il 18 luglio 2013. Altrimenti sanzioni assicurate
Contratti a chiamata stipulati prima della riforma Fornero devono cessare entro il 18 luglio 2013

Contratto a chiamata sotto i riflettori. Introdotto dalla legge Biagi e modificato dalla recente legge Fornero, il contratto di lavoro a chiamata è uno dei principali strumenti su cui punta il Governo Monti per risanare il mercato del lavoro in Italia e rilanciare la nostra economia. Rivolto a giovani e meno giovani, tante sono le differenze rispetto al passato. Vediamo più da vicino.

Contratto a chiamata 2012: le novità

In primo luogo, si prevede che il contratto di lavoro a chiamata possa essere instaurato, senza limiti di impiego, per assumere giovani di età inferiore a 24 anni e  soggetti di età superiore a cinquantacinque anni, anche pensionati, a differenza di quanto avveniva in precedenza visto che il limite di età era 45 anni. Il contratto a chiamata si può usare per periodi predeterminati nell’arco della settimana, del mese o dell’anno a differenza che nella precedente disciplina, dove era utilizzato il lavoro a chiamata nel fine settimana, nelle ferie estive o nelle vacanze natalizie e pasquali.

Contratto a chiamata: l’obbligo di comunicazione

 Tra le novità rilevanti introdotte dalla riforma del lavoro del Ministro Fornero si ricorda l’obbligo di  comunicazione relativo alla chiamata del lavoratore. In particolare il datore di lavoro che intende avvalersi di lavoro a chiamata, ha l’obbligo di inviare una comunicazione preventiva alla direzione territoriale del lavoro competente. Questa comunicazione deve essere fatta obbligatoriamente, altrimenti si pagherà una sanzione di importo variabile tra i 400 e i 2.400 euro per ogni lavoratore. La comunicazione inoltre si precisa che può essere eseguita via fax, tramite posta elettronica oppure via sms, secondo delle linee guida che dovranno essere stabilite con apposito decreto del Ministero del lavoro (A tal proposito si vedano i nostri articoli Lavoro intermittente, comunicazione on line dal 1 ottobre, Lavoro a chiamata? Anche con un sms, Lavoro a chiamata per ora possibile solo via fax o Pec).

Contratti a chiamata in corso: cessazione al 18 luglio 2013

Particolare è la disciplina dei contratti a chiamata in corso all’entrata in vigore della legge di riforma Fornero che risultano non conformi alle nuove disposizioni. Ad esempio il caso del contratto a chiamata stipulato con un 45enne. I contratti a chiamata, sia a tempo determinato che indeterminato, si dovranno esaurire entro il 18 luglio 2013, altrimenti cesseranno ex lege. A ribadire questo concetto la circolare del ministero del lavoro, secondo cui l’eventuale prosecuzione della prestazione oltre la data del 18 luglio 2013, esattamente dopo un anno dall’entrata in vigore della legge di riforma del mercato del lavoro, sarà considerata “in nero”, poiché vietata. Se il contratto a chiamata, stipulato secondo le precedenti disposizioni, quelle vigenti prima della riforma del lavoro 2012,  non cessa inevitabilmente alla data del 18 luglio 2013 ma continua, possono scattare delle sanzioni, molto pesanti in capo al datore di lavoro dal punto di vista anche,  e non solo, contributivo.

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Lavoro a chiamata