Contratti a termine: nuove regole per spingere le assunzioni a tempo indeterminato

Contratti a termine: nuovi requisiti più stringenti e regole che limitano il rinnovo. Ecco cosa cambia.

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Contratti a termine: nuovi requisiti più stringenti e regole che limitano il rinnovo. Ecco cosa cambia.

Mettere dei paletti sui contratti a termine: visti gli scarsi effetti in termini di assunzioni per i bonus sull’indeterminato il nuovo governo punta a rendere meno facile l’abuso del contratto a termine. Le novità sono contenute nel decretone sul lavoro, ribattezzato dal governo Lega-5 Stelle il “decreto dignità” insieme al freno alla delocalizzazione delle imprese, ai correttivi per lo split payment, al rinvio della fatturazione elettronica per i carburanti, all’alleggerimento dello strumento dello spesometro e ai provvedimenti contro la ludopatia.

Come cambiano i contratti a termine e perché potrebbe convenire assumere a tempo indeterminato

In particolare per quanto riguarda contratti lavoro e assunzioni, l’articolato prevede l’introduzione delle causali. Che cosa significa? In sostanza queste entreranno in vigore dopo i primi dodici mesi dall’assunzione e dovranno prevedere esigenze temporanee e oggettive, come picchi di lavoro ordinari o stagionali. Vengono inserite nuovamente anche le penali: la durata massima dei contratti a termine infatti resta di 36 mesi e ogni rinnovo, a partire dal secondo, sarà sottoposto ad un aggravio contributivo dello 0,5 per cento. Stretta anche sui contratti di somministrazione che dovranno sottostare alle stesse condizioni del lavoro a termine.
Disincentivare contratti a termine e di somministrazione relegandoli ad esigenze che ne limitano il campo di applicazione e i tentativi di escamotage significa conseguentemente dare nuova spinta alle assunzioni a tempo indeterminato. Questo l’obiettivo dichiarato dal nuovo governo.

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Argomenti: Lavoro e Contratti, Bonus assunzioni