Contratti a progetto: arriva la disoccupazione una tantum

Salario base, mini-stipendio e una tantum: tutte le novità del disegno legge sul lavoro

di Alessandra De Angelis, pubblicato il
Salario base, mini-stipendio e una tantum: tutte le novità del disegno legge sul lavoro

Nell’emendamento (in tutto 16 punti) presentato al Senato per il disegno di legge sulla riforma del lavoro ci sono molte novità che, almeno sulla carta, dovrebbero puntare in primis alla tutela del precariato e in particolare dei collaboratori inquadrati con i contratti a progetto (cocopro).  Non si tratta quindi solo di correzioni formali ma di interventi pratici. Vediamo più da vicino le novità cercando di analizzare con occhio critico quelle che avvantaggiano di fatto il lavoratore e quelle che invece sono pensate in un’ottica imprenditoriale.

 

SALARIO BASE

Un salario base minimo garantito per i collaboratori a progetto proporzionale e adeguato alla quantità e alla qualità di lavoro e calcolato in base alla media delle tariffe minime dei lavoratori del settore con funzioni analoghe e delle retribuzioni previste dai contratti collettivi firmati dalle organizzazioni sindacali.

 

Contratto a progetto disoccupazione

Rafforzato l’indennizzo in caso di perdita del lavoro, che anche Elsa Fornero aveva giudicato insufficiente. L’una tantum viene alzata al 7% del minimale annuo. Fallita l’dea dell’estensione di una mini Aspi ai parasubordinati (per mancanza di fondi) si opta per una fase sperimentale di 3 anni: a conti fatti chi ha lavorato 6 mesi con contratto a progetto potrà prendere circa 6.000 euro.

Per quanto riguarda l’Aspi la novità maggiore riguarda la possibilità, prevista per i lavoratori che vogliono avviare un’attività autonoma, di richiedere la liquidazione del trattamento in una unica rata.

 

FALSE PARTITE IVA PER LAVORATORI DIPENDENTI

Attacco al ricorso alla partita iva per eludere il fisco e nascondere rapporti di lavoro subordinato. Sono considerate realistiche solo quelle con reddito annuo lordo di minimo 18 mila euro. Oltre al parametro economico rilevano anche indizi pratici: ad esempio il collaboratore esterno non deve avere una postazione fissa in azienda.

 

CONGEDI E LICENZIAMENTI

La novità più grande riguarda la reintroduzione delle “tipizzazioni” nel caso in cui il giudice annulli un licenziamento disciplinare condannando il datore di lavoro alla reintegra (con pagamento di un’indennità risarcitoria). Gli emendamenti eliminano il fermo della procedura di conciliazione in caso di malattia del dipendente licenziato. Questo per evitare rinvii fraudolenti. Restano escluse le assenze per maternità o infortunio sul lavoro. E sempre a proposito dei congedi parentali: per il papà viene stabilito l’obbligo di un giorno, con altri due sono facoltativi. Per agevolare invece il rientro delle neomamme al lavoro sono stati previsti i voucher baby sitter, utilizzabili anche per il saldo delle rate dell’asilo.

 

AGEVOLAZIONI ASSUNZIONI NEL SUD

Agevolazioni per le imprese e i lavoratori del Sud. Per agevolare le assunzioni nel Mezzogiorno il governo ha istituito un bonus fiscale del 50% dei costi salariali a favore  dei datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato, nell’arco temporale compreso tra il 14/5 2011 e il 13/5 2013, personale in condizioni svantaggiate nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Rientrano in queste categorie: disoccupati da almeno sei mesi; soggetti privi di diploma di scuola superiore o professionale; over cinquantenni, persone che vivono sole o con altri individui a carico;  lavoratori impiegati in professioni o settori con un tasso di forte disparità di genere; membri di minoranze nazionali riconosciute. A questo scopo sono stati mobilitati 142 milioni messi a disposizione dal  Fondo Sociale Europeo.

 

ALTRI EMENDAMENTI ALLA RIFORMA DEL LAVORO

Viene ridotto da 20 a 30 giorni l’intervallo minimo tra due contratti co co pro.

Il pagamento per mezzo di voucher per imprese commerciali e gli studi professionali è consentito entro il tetto di 2 mila euro per committente e non è in ogni caso applicabile a lavoratori già iscritti negli elenchi.

Interventi anche sui contratti a chiamata: per incarichi di massimo 30 giorni al datore di lavoro sarà sufficiente anche un sms per comunicare la durata alla direzione provinciale del lavoro. Multe da 400 a 2400 euro per i trasgressori.

Limiti alla ricerca di nuovi apprendisti: sarà possibile solo se almeno il 50% di quelli già dipendenti sia stato assunto regolarmente.

 

 

 

 

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Argomenti: Lavoro e Contratti