Conti correnti e lotta al riciclaggio: tracciati tutti i movimenti dai 1.000 euro in su

Lotta al riciclaggio: da settembre scatteranno i controlli in banca per i conti correnti sulle movimentazioni sospette e sui prelievi di contante.

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Lotta al riciclaggio: da settembre scatteranno i controlli in banca per i conti correnti  sulle movimentazioni sospette e sui prelievi di contante.

Si intensifica la lotta al riciclaggio e all’evasione fiscale attraverso le movimentazioni dei conti correnti. Tutti i movimenti di prelevamento contanti superiori a 1.000 euro potrebbero diventare sospetti. Da settembre 2019 entra in vigore la legge che prevede per banche, poste e intermediari finanziari di segnalare all’Ufficio Informazioni Finanziarie (Uif) presso la Banca d’Italia tutti i prelevamenti di denaro contante superiori a 10.000 euro o anche quelli di importo inferiore, fino a 1.000 euro, qualora la somma di essi possa concorrere al raggiungimento di tale soglia in un breve lasso di tempo.

Banche e Poste segnaleranno i movimenti sospetti

Banche e Poste, quindi, non solo comunicheranno i saldi e i movimenti di conto corrente all’Agenzia delle Entrate da incrociare con il redditometro, ma anche i movimenti di denaro sospetto all’Uif, la cui banca dati sarà utilizzata per la lotta al riciclaggio di denaro sporco. La misura dovrebbe intensificare anche la lotta all’evasione fiscale e a impedire che l’uso del contante sia finalizzato ad attività illecite. Di pari passo, il governo sta adottando anche misure preventive per far emergere il denaro sporco dalle cassette di scurezza imponendo una tassa una tantum su base volontaria.

La lotta al riciclaggio

Il controllo sui capitali con comunicazione al Uif non è una novità. Era già previsto dal decreto legislativo di due anni fa (D.lgs. n. 90/2017) che però verrà attuato proprio in questi giorni. Sarà a discrezione delle banche segnalare o meno movimenti sospetti fino a 10.000 euro, mentre diventerà obbligatorio farlo sopra tale soglia. Dopo di che il monitoraggio automatico operato dalla task force di Bankitalia non avrà scopi rivolti a perseguire l’evasione fiscale, ma finalità di contrasto alla commissione di reati come il riciclaggio, l’usura e l’abusivismo finanziario.

 La Banca d’Italia potrà comunque segnalare all’Agenzia delle Entrate la lista dei nominativi “sospetti” anche di evasione fiscale in base alle informazioni ricevute e monitorate.

Conto corrente sempre più controllato

Il conto corrente diventa, quindi, un sorvegliato speciale ovunque esso sia stato acceso. Le banche saranno tenute a segnalare per via telematica tutti i movimenti sospetti fornendo dati quali: la data dell’operazione, l’importo, la causale, la filiale, i dati identificativi del cliente. Per il cittadino si tratta comunque dell’ennesima misura restrittiva che limita la libertà di movimento del contante. In un Paese come il nostro dove l’abitudine all’utilizzo del contante non è mai tramontata, a differenza che in altri Stati europei, sentirsi oppressi dalle autorità di vigilanza è penalizzante. Vero anche che l’evasione fiscale e la circolazione di denaro sporco hanno assunto dimensioni gigantesche che minacciano la crescita e la stabilità delle finanze pubbliche.

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