Conguaglio 730 in busta paga a luglio, addebito o accredito, ecco come funziona

Conguaglio 730 in busta paga delle imposte relative ai redditi 2016: ecco come funziona l'addebito o il rimborso IRPEF anche senza sostituto d'imposta.

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Conguaglio 730 in busta paga a partire dal mese di luglio, per i pensionati agosto o settembre, relativo ai redditi 2016. Vediamo come funziona sia per chi ha diritto al rimborso o per chi deve pagare.

Conguaglio 730: chi è il sostituto d’imposta?

Con il nome di sostituto d’imposta la legge classifica, il soggetto tenuto a corrispondere ad un altro soggetto le somme che costituiscono il “presupposto dell’imposta”. Sono sostituti d’imposta:

  • datori di lavoro;
  • committente del lavoratore autonomo;
  • Istituto previdenziale erogante la pensione.

Se dal 730 (ordinario o precompilato) emerge un credito da rimborsare, il contribuente otterrà il rimborso direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico. Se, invece, emerge un debito, il datore di lavoro o l’ente pensionistico effettuerà la trattenuta. La somma sarà accreditata (o trattenuta) nella busta paga o nella rata di pensione a partire, rispettivamente, da luglio e agosto/settembre.

Conguaglio 730 in busta paga, credito o debito per il lavoratore

Con il modello 730 si può ottenere il rimborso direttamente dal datore di lavoro o ente pensionistico in busta paga o nella pensione. Va ricordato che, in alternativa al rimborso, dal 2014 è possibile scegliere di utilizzare il credito che risulta dal 730, per pagare con compensazione, oltre all’Imu, anche le altre imposte che possono essere versate con il modello F24.

Se, per qualunque motivo, il rimborso non viene effettuato, si può farne richiesta all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate del luogo di residenza. Alla richiesta bisogna allegare una certificazione con cui il datore di lavoro o l’ente pensionistico attesti di non aver eseguito il conguaglio e di non aver, quindi, rimborsato le imposte.

Conguaglio 730 e controlli del Fisco

L’Agenzia delle Entrate, entro 4 mesi dal termine previsto per la trasmissione della dichiarazione 730, oppure dalla data di trasmissione, se successiva a questo termine, può effettuare dei controlli preventivi anche con richiesta documentale sulle dichiarazioni che presentano incoerenza o determinano un rimborso di importo superiore a 4.000 euro.

Il rimborso verrà predisposto dall’Agenzia delle Entrate, non oltre il sesto mese successivo al termine previsto per la trasmissione della dichiarazione, oppure dalla data di trasmissione, se successiva a questo termine.

Conguaglio modello Redditi 2017

Quando si utilizza il modello Redditi (che dal 2017 sostituisce il modello Unico), il contribuente deve espressamente indicare nel quadro RX di voler ricevere il rimborso del credito. La scelta alternativa è quella del riporto del credito all’anno successivo o la sua compensazione con altri tributi da versare. Dopo gli opportuni controlli, la somma è rimborsata dall’Agenzia delle Entrate.

730 senza sostituto d’imposta

I contribuenti che non hanno un sostituto d’imposta, per esempio perché hanno perso il lavoro nel corso dell’anno, ricevono l’eventuale rimborso direttamente dall’Agenzia delle Entrate. Se il contribuente ha fornito all’Agenzia le coordinate del suo conto corrente bancario o postale (codice Iban), il rimborso viene accreditato su quel conto.

Se, invece, emerge un debito, il contribuente che invia direttamente la dichiarazione può effettuare il pagamento tramite la stessa applicazione online (la procedura consente, infatti, di indicare l’Iban del conto corrente su cui effettuare l’addebito). Può anche stampare il modello F24 che l’Agenzia ha già precompilato con i dati necessari e pagare con le modalità ordinarie.

Il contribuente, invece, che si rivolge per l’assistenza fiscale a un Caf o professionista abilitato, può trasmettere in via telematica il modello F24 all’Agenzia delle Entrate tramite lo stesso intermediario, oppure versare con il modello F24 che gli sarà consegnato.

Capienza del sostituto d’imposta

Ricordiamo, che nel caso dal 730 risulti un debito del contribuente, quanto dovuto viene trattenuto dal datore di lavoro, sempre a partire dalle retribuzioni del mese di luglio.

Se non vi è capienza per la trattenuta complessiva, la parte residua sarà trattenuta dalla retribuzione erogata nei mesi successivi fino a novembre.

Sul debito viene applicato un interesse in ragione dello 0,40% mensile, che viene sempre trattenuto dalla retribuzione e il sostituto d’imposta ha l’onere di versarlo in aggiunta alla totalità delle somme.

Il contribuente in sede di dichiarazione può optare per la rateizzazione in più mesi del debito stesso. In questo caso il sostituto d’imposta calcola l’importo delle singole rate, maggiorate dei relativi interessi dello 0,33% mensile, e trattiene gli importi dovuti a decorrere dai compensi di competenza del mese di luglio.

Se il conguaglio non può iniziare nel mese di luglio allora il sostituto d’imposta deve ripartire il debito in un numero di rate compatibile con la scelta effettuata dal contribuente in dichiarazione considerando che non può andare oltre il mese di novembre.

Conguaglio in busta paga: ecco come si calcola e qual’è la scadenza

Fonte: Agenzia delle Entrate

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