Congedo straordinario con legge 104, la convivenza si può dimostrare con atto notorio?

Congedo straordinario con legge 104 e convivenza: provarla con atto notorio?

di Angelina Tortora, pubblicato il
Congedo straordinario legge 104

Congedo straordinario con legge 104, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, sono un beneficiario della legge 104/92 e volevo chiederle un’informazione riguardante la legge 151 ovvero i 2 anni di congedo straordinario legati appunto alla 104. Io assisto mio fratello, celibe, il quale risiede in una casa di sua proprietà mentre io nella mia di mia proprietà con il mio nucleo famigliare e nello stesso comune. Siccome vorrei beneficiare della legge 151 nella quale si parla chiaramente di convivenza, vorrei sapere come fare per ovviare a questa convivenza, se è possibile risolverla con una attestazione di atto notorio o qualcos’altro. Grazie e resto in attesa di una risposta.

Ricordiamo che nel congedo straordinario legge 151 vige il diritto di priorità, in quest’articolo analizziamo cosa prevede la legge, in riferimento al requisito di convivenza.

Congedo straordinario e requisito di convivenza

Il requisito della convivenza è richiesto per il coniuge e i componenti dell’unione civile, i figli e i fratelli o le sorelle, il parente o affine entro il terzo grado, non è invece richiesto per i genitori, anche adottivi, dei figli con disabilità grave (D.Lgs 119/2011 art. 4 comma 5).

Il requisito della convivenza si intende soddisfatto quando risulta la concomitanza della residenza anagrafica e della convivenza, ossia della coabitazione. Questo requisito deve essere provato mediante produzione di dichiarazione sostitutiva ai sensi del D.P.R. 445/20000 artt. 46 e 47.

Questo nuovo orientamento era stato recepito dall’INPS nel Messaggio n. 6512 del 4 marzo 2010. Infatti alla luce delle nuove indicazioni ministeriali, l’Istituto previdenziale aveva confermato che l’accertamento del requisito della “convivenza”, nei casi di specie, deve essere effettuato ritenendo sufficiente solo la residenza nel medesimo stabile, stesso numero civico, ma non anche nello stesso appartamento.

Nelle ultime circolari INPS 32 del 6 marzo 2012 stabilisce che il requisito della convivenza si intende soddisfatto anche nei casi in cui vi sia la dimora temporanea, risultante dall’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea di cui all’art. 32 del D.P.R. 223/1989.

L’INPS, con la circolare n. 159 del 15/11/2013, specifica che “il requisito della “convivenza” sarà accertato d’ufficio previa indicazione da parte dell’interessato degli elementi indispensabili per il reperimento dei dati inerenti la residenza anagrafica, ovvero l’eventuale dimora temporanea …,  ove diversa dalla dimora abituale (residenza) del dipendente o del disabile.”

Nel caso del nostro lettore può chiedere la dimora temporanea.

Che cos’è la dimora temporanea

Il registro della popolazione temporanea è un particolare tipo di registro che permette, a chi non ha ancora deciso di stabilirsi definitivamente, di segnalare la propria situazione al Comune in cui ha fissato temporaneamente la propria dimora.

La dimora temporanea è infatti la permanenza in un luogo, solo per un certo periodo di tempo, per motivi di studio, lavoro, salute o famiglia.

Questo tipo di richiesta serve per evitare che il Comune di effettiva residenza cancelli l’interessato dalla propria anagrafe durante il periodo di assenza.

Chi può farne richiesta

L’iscrizione nello schedario della popolazione temporanea può essere richiesta da (articolo 32 del Decreto del Presidente della Repubblica 30/05/1989, n. 223):

  • cittadini italiani residenti in altro Comune italiano che dimorino da almeno quattro mesi;
  • cittadini extracomunitari residenti all’estero o in altro Comune italiano che dimorino da almeno 4 mesi;
    cittadini dell’Unione europea, residenti all’estero o in altro Comune italiano, che dimorino da almeno 3 mesi.

Quando la permanenza supera i 12 mesi, il cittadino non può essere più considerato temporaneo e deve quindi chiedere l’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente.

L’iscrizione temporanea nel registro della popolazione non consente il rilascio di certificati, questi devono infatti essere richiesti al Comune di effettiva residenza.

Può essere però rilasciata un’attestazione in cui si dichiara l’iscrizione in questo registro.

L’iscrizione avviene su domanda dell’interessato o d’ufficio, dopo i necessari accertamenti, come previsto dall’articolo 32 del Decreto del Presidente della Repubblica 30/05/1989, n. 223. Può essere richiesta anche per altri eventuali componenti del proprio nucleo familiare.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Lettere, Quesiti congedo straordinario legge 151, News lavoro, Legge 104