Congedo parentale lavoratori autonomi: agevolazioni più ampie per gli iscritti alla Gestione Separata

Congedo parentale più ampio per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata, ecco cosa cambia.

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Congedo parentale più ampio per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata, ecco cosa cambia.

Per i lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata il testo del ddl sul lavoro autonomo prevede un congedo parentale più ampio.

Il ddl rec, quindi, un prolungamento del congedo parentale per i lavoratori autonomi iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata dagli attuali 3 mesi da fruire nel prima anno di vita del bambino, a 6 mesi fino al terzo ann di vita del bambino. Il congedo parentale totale fruito dai genitori, anche in gestioni previdenziali diverse, deve essere di 6 mesi. Ai lavoratori autonomi non sarà più richiesto, inoltre, per accedere al congedo parentale, il versamento di almeno 3 mensilità di contribuzione nei 12 mesi precedenti i due mesi che hanno preceduto il parto. Non viene, invece, modificata la misura del trattamento che rimane pari al 30% del reddito percepito nell’anno precedente il periodo da indennizzare.

Le lavoratrici autonome, inoltre, potranno godere dell’indennità di maternità per i due mesi antecedenti il parto e i 3 mesi successivi a prescindere dall’effettiva astensione dal lavoro. Per i lavoratori che prestano attività continuativa per il committente, inoltre, è previsto il diritto di conservazione del rapporto di lavoro per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare (con sospensione del rapporto di lavoro senza diritto al corrispettivo) in caso di gravidanza, malattia o infortunio: la sospensione deve essere richiesta dal lavoratore e potrebbe essere negata dal committente qualora venga meno l’interesse per il rapporto.

Il ddl estende, inoltre, l’indennità di malattia ai periodi di malattia certificata “ome conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche”.

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