Congedo di paternità, tutto quello che occorre sapere

Congedo obbligatorio e congedo facoltativo. L'Inps spiega il nuovo congedo di paternità alla luce della riforma Fornero, la legge n. 92 del 2012

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Congedo obbligatorio e congedo facoltativo. L'Inps spiega il nuovo congedo di paternità alla luce della riforma Fornero, la legge n. 92 del 2012

Congedo di paternità. Cosa cambia nella legge sul congedo parentale, la licenzia di paternità, facoltativo e obbligatorio con la riforma Fornero? Lo chiarisce l’Inps con la circolare n. 40 del 14 marzo 2013.

Congedo di paternità

In primo luogo nella sua circolare, l’Inps ricorda come la legge n.

92 del 2012, recante “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, ha introdotto una serie di interventi volti alla promozione di una “cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli all’interno della coppia e per favorire la conciliazione i tempi di vita e di lavoro”.  In particolare si istituisce per il padre, lavoratore dipendente, un congedo obbligatorio (un giorno) e un congedo facoltativo, alternativo al congedo di maternità della madre (due giorni), d’ora innanzi denominato “congedo facoltativo”. Successivamente, con apposito decreto del 22 dicembre 2012, il Ministro del lavoro ha definito i criteri di accesso e modalità di utilizzo dei congedi (si veda il nostro articolo Congedo parentale Inps del padre, ecco le novità 2013).

 Congedi di paternità alla luce della riforma Fornero

Nella sua circolare l’Inps spiega che il congedo parentale, obbligatorio ed il congedo facoltativo, sono fruibili dal padre, lavoratore dipendente, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio. Pertanto tale termine resta fissato anche nel caso di parto prematuro. Stessa disciplina si  disciplina si applica agli eventi del parto, adozioni e affidamenti avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013. Analogamente poi a quanto disposto per il congedo di maternità obbligatorio, la durata del congedo di paternità obbligatorio e del congedo facoltativo del padre non subisce variazioni nei casi di parto plurimo.

 Congedo obbligatorio

Nella suddetta circolare del 14 marzo scorso, l’Inps prescia anche come il congedo obbligatorio di un giorno è fruibile dal padre entro il quinto mese di vita del bambino e quindi durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente purché entro il limite temporale sopra richiamato. Si precisa che la licenza di paternità è un diritto autonomo e pertanto esso è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio.

 Congedo facoltativo

Per ciò che riguarda il congedo facoltativo, la fruizione è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo di maternità, anticipando così il termine finale del congedo post partum della madre per un numero di giorni pari al numero di giorni fruiti dal padre. In ogni caso, il congedo facoltativo dovrà essere fruito dal padre comunque entro il quinto mese dalla data di nascita del figlio indipendentemente dal termine ultimo del periodo di astensione obbligatoria spettante alla madre a fronte di una preventiva rinuncia della stessa di un equivalente periodo (uno o due giorni).

 Congedo di paternità retribuzione

Il padre lavoratore dipendente ha diritto, per i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo ad un’indennità giornaliera a carico dell’Inps, pari al 100% della retribuzione.  L’Inps nella circolare n. 40/2013 precisa che per poter usufruire dei giorni di congedo il padre deve comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date in cui intende fruirne, con un anticipo di almeno quindici giorni, e ove richiesti in relazione all’evento nascita, sulla base della data presunta del parto. Il datore di lavoro comunica poi all’Inps le giornate di congedo fruite, attraverso il flusso uni-emens. Per il congedo facoltativo, il padre deve allegare alla richiesta una dichiarazione della madre sulla non fruizione del congedo di maternità.

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