Congedi parentali, cosa cambia dal 1 gennaio 2013

Cosa cambia nella disciplina dei congedi parentali per effetto del decreto crescita e di quello salva infrazioni Ue

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Cosa cambia nella disciplina dei congedi parentali per effetto del decreto crescita e di quello salva infrazioni Ue

Congedi parentali oggetto di recenti modifiche, sia con il decreto crescita  che con il decreto salva infrazioni Ue. Andiamo per ordine.

Congedi parentali per malattia: certificati on line

Partendo dal decreto crescita 2.0, è stata semplificata la gestione operativa dei certificati medici per il congedo parentale a causa della malattia del figlio, da inviarsi in modalità telematica all’Inps direttamente dal medico del servizio sanitario nazionale che ha in cura il minore, per poi essere inoltrata ai datori di lavoro interessati e all’indirizzo di posta elettronica della lavoratrice o del lavoratore che ne facciano richiesta. I congedi parentali per malattia del figlio, si ricorda, spettano alla madre o, in alternativa, al padre nei primi tre anni di vita del bambino, senza limiti di tempo. Si possono richiedere invece solo cinque giorni lavorativi all’anno, per ciascun genitore, se il bambino ha un’età compresa fra quattro e otto anni.

Rinvio a Dpcm

In ogni caso la novità dei certificati medici per i congedi parentali per malattia del figlio attendono la pubblicazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con ministero del lavoro, dell’Economia e della salute, nonchè previo parere del Garante della privacy, entro il 30 giugno 2013.

Congedi parentali a ore

L’altra novità che riguarda i congedi parentali è stata introdotto dal decreto salva infrazioni Ue che ha previsto il congedo parentale su base oraria. Così a partire dal 1 gennaio 2013, i congedi parentali che spettano a ciascun genitore lavoratore, nei primi otto anni di vita del bambino, fino a un periodo massimo di sei mesi di astensione (continuativo o frazionato), possono essere anche  a ore. E’stato poi precisato anche che la comunicazione con cui il lavoratore è tenuto a preavvisare il datore di lavoro sull’intenzione di fruire del periodo di congedo parentale (almeno 15 giorni prima) deve contenere anche l’indicazione dell’inizio e della fine del periodo di congedo.

 

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Argomenti: Lavoro e Contratti